sabato 19 luglio 2014

CRONACHE DI UN MONDO PERDUTO

di Osvaldo Felace

Reperti archeologici sconcertanti, oggetti fuori dal tempo, impronte di sandali vecchie di mezzo miliardo di anni, lampadine ed elicotteri nei geroglifici egiziani, aerei ed armi atomiche nella mitologia indiana. 

Reperti archeologici sconcertanti, oggetti fuori dal tempo, impronte di sandali vecchie di mezzo miliardo di anni, lampadine ed elicotteri nei geroglifici egiziani, aerei ed armi atomiche nella mitologia indiana. Tutto questo va ad unirsi ad un gran numero di monumenti antichi megalitici costruiti da popolazioni che non conoscevano nemmeno la scrittura, ( e in certi casi, nemmeno la ruota) ma conoscevano bene la geometria, la matematica e soprattutto, la posizione e l’evoluzione di ogni pianeta del sistema solare. Se fosse un’indagine di polizia, un buon investigatore, studiando semplicemente le prove oggettive, ci metterebbe poco a capire che c’è qualcosa che non quadra. Tutto nasce dalla superbia di scienziati e ricercatori del passato, che quando non riuscivano a trovare i tasselli mancanti per avvallare le loro ottuse teorie, se li inventavano di sana pianta. Un valido esempio è l’uomo di Pitdown, (l’unico ritrovamento che avvalla la tesi che il sapiens discenda dalle scimmie), scoperto dall’archeologo  Charles Dawson nel 1912, o meglio, costruito ad arte da lui stesso per ottenere nuovi fondi per la ricerca. Nei testi universitari si insegna ancora che l’uomo discende dalle scimmie. Non dimentichiamoci del Colonnello H. Vyse che nel 1837 creò un falso cartiglio nella  grande piramide facendola attribuire a un fantomatico faraone mai esistito di nome Cheope. Lo stesso Vyse è autore di un altro ritrovamento falso: alcune ossa e un coperchio di sarcofago su cui era inciso il nome Micerino nella piramide più piccola, facendola passare alla storia come tomba di quest’ultimo. Nonostante queste bufale siano state ampiamente smascherate (tanto che il British Museum ha cancellato sia i reperti che gli scopritori dai registri) continuano ad essere scritte nei testi di archeologia classica. Stanley Miller e il premio Nobel Harold Urey, negli anni 50, in un esperimento in laboratorio, ricrearono i mattoni della vita, avvallando la tesi del “brodo primordiale”. Si scoprì in seguito che il successo di quell’esperimento, fu causato solamente da una provetta sporca. Nei libri di biologia si scrive ancora di “brodo primordiale” e mattoni della vita. Tra l’altro il clero ha sempre operato per occultare qualunque scienza, tecnologia e filosofia che potessero in qualche modo mettere in dubbio gli scritti sacri da esso stesso redatti. Già, perché non crederete davvero che la Bibbia o Il Corano, siano stati scritti da mano divina? Certo, come no…è sufficiente pensare che per tutto il presunto medioevo (già presunto), gli unici che conoscevano la scrittura ed avevano il monopolio della stampa erano i monaci cristiani. Erano gli unici che potevano scrivere e stampare un libro. Quindi, l’investigatore di prima, ci metterebbe poco a capire l’esatta origine della Sacra Bibbia e di tutti i suoi scritti. Il Clero è anche responsabile del famoso “tempo fantasma” una teoria revisionista della cronologia storica ufficiale, formulata tra il 1980 e il 1990 dallo storico tedesco Heribert Illig. Secondo l'ipotesi del ricercatore, alcuni periodi della storia passata, in particolare quella europea durante il Medioevo (614-911 d.C.) non si sono affatto verificati, oppure sono stati volutamente datati erroneamente. Questa teoria, è stata formulata da tre studiosi in tempi diversi: Hans-Ulrich Niemitz, ingegnere ed ex direttore del Centro di Storia della Tecnologia di Berlino (1946-2010), lo storico tedesco Heribert Illig (nato nel 1947), e Anatolij Timofeevič Fomenko, matematico, fisico e professore all’Università statale di Mosca (nato nel 1954). In pratica secondo questi scienziati, il medioevo non sarebbe mai esistito, ma inserito storicamente nel 1582, mediante documenti e scritti falsi, insieme all’introduzione del calendario gregoriano da parte di Papa Gregorio XIII (che strano). In sintesi, l’intera cronologia della storia umana è basata, per lo più, su reperti archeologici falsi, personaggi ed epoche inventati di sana pianta, assunti scientifici basati su grossolani errori e truffe varie, allo scopo di ottenere fondi. Ecco perché, poi, quando si parla di civiltà perdute, tecnologicamente avanzate, esistite in epoche antidiluviane, si grida all’eresia. Contrariamente a quello che si crede, ci sono due documenti attendibili, che confermano che le piramidi erano già lì quando il presunto Cheope divenne faraone e sono esattamente LA STELE DELL’INVENTARIO, scoperta dall’archeologo Francese Auguste Mariette (nella stele rinvenuta si attesta che sia la Piramide di Cheope che la Sfinge, erano già lì quando Cheope divenne Faraone). Gli Egittologi l’hanno dichiarata un falso, ma non l’hanno eliminata, si trova al Museo del Cairo in bella mostra. L’altra prova sono LE TAVOLETTE DELLA VITTORIA, del Re Menes, primo faraone della prima vera dinastia, conosciuta con il nome di PALETTA DI NARMER, mostra su un lato Menes che indossa la corona bianca dell’Alto Egitto e sull’altro lato sempre Menes, che indossa la corona rossa del Basso Egitto, lì i simboli pittografici indicano senza ombra di dubbio una piramide vera a lati lisci, dimostrando che nel 3100 A.C.,(5.100 anni fa) 500 anni prima di Khufu, vi era già una piramide a lati lisci. Inoltre erano già state ritrovate descrizioni della sfinge, su tavolette di pietra dei faraoni Menes, Narmer e Zer, tutti precedenti a Cheope. Oltre alle Piramidi, ci sono antichi scritti indiani in cui si parla di vimana Il termine vimāna (in sancrito विमान) indica un generico e mitologico oggetto volante, descritto in numerosi testi religiosi indiani. la loro descrizione è diffusa, e viene persino descritto il loro uso nelle guerre mitologiche del Mahābhārata e del Ramayana. Secondo le descrizioni di  questi testi sacri, i vimāna sono in grado sia di volare nell'aria, nello spazio e di immergersi sott'acqua. Poi ci sono L’uccello di Saqqara( Nel 1983, il professore egiziano. Messiha  pubblicò uno studio in merito all’artefatto, affermando che doveva trattarsi per forza di un modellino di un monoplano originale., attirando così l’attenzione su "l’aliante di Saqqara" .Messiha replicò che il modellino poteva essere l’esempio in scala ridotta di qualcosa di più grande realizzato in altri materiali e perfettamente funzionante, un qualcosa di conosciuto agli Egizi e i cui resti forse si trovano ancora sepolti da qualche parte a Saqqara), poi abbiamo l’uccello di Bogotà  (Peter Belting ha messo a punto copie, idonee a volare; vi ha inserito dei piccoli motori e gli oggetti si sono effettivamente levati in volo.).Scoperte scientifiche vere, relegate nel campo delle bufale e bufale conclamate che vengono insegnate all’università. La lista di oggetti fuori tempo è lunga (fuori tempo se continuiamo a credere alle panzane che ci propinano) ma c’è una prova geologica di una catastrofe globale che dimostra che, a un certo punto, la storia è ricominciata da capo. Circa 11.000 anni fa, un bolide dal diametro di 10km colpì il pianeta a Nord dell’oceano Atlantico, spostando l’asse terrestre di 2000km. I detriti sollevati oscurarono il sole per mesi. L’onda anomala causata dall’impatto rase al suolo mezzo pianeta. I terremoti causati dal violento colpo devastarono ogni territorio e probabilmente ci vollero mesi prima che la rotazione terrestre si assestasse. È se ci fosse stata una civiltà evoluta, a quell’epoca? Cosa sarebbe rimasto? Probabilmente le piramidi.




Stele dell'inventario





Paletta di Namer


Ricostruzione di un vimana


Peter Belting fa volare l'uccello di Bogotà








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