giovedì 24 luglio 2014

L’ENIGMA DELLA “LISTA REALE SUMERICA”: L’ORIGINE DIVINA DELLA REGALITÀ, CON REGNI DELLA DURATA DI 30 SECOLI!


La Lista Reale Sumerica è un antico testo scritto nella lingua sumera, nel quale sono elencati i regnanti di Sumer con rispettiva durata dei loro regni. Oltre a riferimenti storici accertati, il testo riporta anche l'elenco dei sovrani antidiluviani, i cui regni sono durati fino a 40 mila anni! I Sumeri credevano che la regalità fosse donata dagli dei e che potesse passare da una città all’altra con le conquiste militari.
prisma-lista-reale-sumera

Tra i numerosi incredibili reperti recuperati nei vari siti archeologi dell’Iraq, dove un tempo sorgevano le fiorenti città sumere, pochi risultano essere più intriganti della Lista Reale Sumerica.
Si tratta di un antico manoscritto originariamente redatto nella lingua sumera, nel quale vengono elencati tutti i re di Sumer (Iraq meridionale), con la rispettiva durata dei propri regni.
Ciò che rende questo manufatto così unico nel suo genere è l’elencazione sia dei governanti pre-dinastici, ovvero vissuti prima del diluvio, sia di quelli storici, dei quali la ricerca archeologica ne ha attestato la reale esistenza.
Non è chiaro il motivo per il quale i sumeri ebbero la necessità di inserire anche i regni predinastici nell’elenco ufficiale dei sovrani. Alcuni assiriologi pensano che si tratti di un’aggiunta successiva, dettata dalla necessità di fare riferimento ad un passato mitico. Ma c’è anche chi è fermamente convinto che la lista predinastica faccia riferimento ad una reale epoca preistorica precedente al grande diluvio planetario.

La storia del testo

Come racconta The Ancient Origins, il primo frammento di questo testo straordinario fu individuato dallo studioso tedesco-americano Hermann Hilprecht su una tavoletta antica di 4 mila anni rinvenuta nel sito archeologico dell’antica Nippur. La scoperta venne pubblicata nel 1906.
Dopo la scoperta di Hilprecht, furono ritrovati almeno altri 18 esemplari della Lista Reale, la maggior parte dei quali risale alla dinastia Isin (2017-1794 a.C.). I materiali presentano diverse discrepanze. Tuttavia, gli studiosi ritengono che il materiale comune a tutte le versioni della lista sia sufficiente per ritenere che derivino tutte da un unico originale.
Tra tutti gli esemplari della lista, la versione più completa è rappresentata dalprisma Weld-Blundell, conservato nel Museo di Oxford. Si tratta di un parallelepipedo alto circa 10 cm, con i quattro lati maggiori completamente incisi con caratteri cuneiformi. Si ritiene che in origine ci fosse un fuso di legno che passasse nel suo centro, così da poter essere ruotato e letto su tutti e quattro lati.
Il prisma elenca i governanti dell’era antidiluviana fino al sovrano dell’ultima dinasta Isin (1763-1753 a.C.). La lista ha un immenso valore storico, sia perché rispecchia molte antiche tradizioni, come quella che soggiace alla Genesi biblica, sia perché fornisce un importante quadro cronologico relativo ai diversi periodi della storia sumera.

Governanti Antidiluviani

La Lista Reale Sumera comincia con l’elenco dei primi otto re che hanno regnato prima di una grande inondazione. Dopo il diluvio, le varie città-stato e le loro dinastie si sono date guerra per la conquista del potere sul regno.
Nessuno degli otto sovrani ha avuto conferma storica da scavi archeologici, iscrizioni epigrafe o altro. È possibile che risalgano al periodo corrispondente a quello della cultura Jemdet Nasr, conclusosi intorno al 2900 a.C.
Tuttavia, ciò che lascia sconcertati è l’immensa durata cronologica dei governi. La lista inizia con l’origine stessa della regalità, vista come un’istituzione di origine divina:
“Dopo che la regalità calò dal cielo, il regno ebbe dimora in Eridu. In Eridu, Alulim divenne re; regnò per 28.800 anni”.
I regni sono misurati in “sar”, periodo che corrisponde a 3600 anni, e in “ner”, unità che ne vale 600, rivelando una serie di Regni incredibilmente lunghi:
  • Alulim di Eridu: 8 sars (28.800 anni)
  • Alalgar di Eridu: 10 sars (36.000 anni)
  • En-Men-Lu-Ana di Bad-tibira: 12 sars (43.200 anni)
  • En-Men-Gal-Ana di Bad-tibira: 8 sars (28.800 anni)
  • Dumuzi di Bad-tibira, il pastore: 10 sars (36.000 anni)
  • En-Sipad-Zid-Ana di Larag: 8 sars (28.000 anni)
  • En-Men-Dur-Ana di Zimbir: 5 sars e 5 ners (21.000 anni)
  • Ubara-Tutu di Shuruppak: 5 sars e 1 ner (18.600 anni)
Dunque, i primi otto sovrani di Sumer coprono un totale di 241.200 anni dal momento in cui la “regalità calò dal cielo”. Poi, come riporta il documento:
“Dopo che il Diluvio spazzò via ogni cosa e la regalità fu discesa dal cielo, il regno ebbe dimora in Kish”.

UFOLOGIA STORICA


Introduzione alla Clipeologia
I riferimenti storici circa gli oggetti volanti non identificati sono più numerosi di quanto ci si potrebbe aspettare; gli avvistamenti di UFO nel passato ci vengono tramandati sotto forma di dipinti o testi. Pare che nell'antica Roma si siano verificati diversi avvistamenti: Plinio il Vecchio (23 – 79 d.C.) nelle Historiae Naturales, descrive come clipei ardentes (scudi infuocati, da qui il termine clipeologia) certe strane apparizioni nei cieli. Riferimenti adavvistamenti di questo tipo si trovano anche nelle opere di Plutarco (45 – 125 d.C.), Eschilo (525 a.C. – 456 a. C.) e Valerio Massimo (I sec. d. C.). Anche il libro dei libri, la Bibbia, è ricco di riferimenti oscuri che farebbero pensare ad incontri con extraterrestri, più precisamente nel libro di Ezechiele:
«Io guardavo, ed ecco un vento tempestoso avanzarsi dal settentrione, una grande nube che splendeva tutt'intorno, un fuoco da cui guizzavano bagliori, e nel centro come lo splendore dell'elettro in mezzo al fuoco.” (Ez.1, 4). “…Le ruote avevano l’aspetto e la struttura come di topazio e tutt'e quattro avevano forma identica: apparivano, nella loro struttura, come se una ruota fosse in mezzo ad un’altra. (Ez. 1,16) Così movendosi potevano andare verso quattro direzioni, senza voltarsi nei loro movimenti. (Ez.1,17) La loro circonferenza era assai grande e i cerchi di tutt'e quattro erano pieni di occhi tutto all'intorno ...» ( Ez. l , 18). 

Lo storico latino Tito Livio (Titus Livius)
Lo storico latino Tito Livio (Titus Livius)

Altre testimonianze ci giungono da Senofonte, mercenario e scrittore poligrafo di origine greca del quale ci sono pervenute molte opere complete, che nella sua opera Anabasi (risalente al IV secolo a. C.) redige una classifica degli oggetti volanti avvistati in base alla loro forma; li descrive nelle forme a conchiglia, piatti, a campana,triangolari. Alessandro Magno descrive una flotta di “grandi scudi di argento scintillante” che sorprese l’esercito greco mentre attraversava il fiume Jaxartes, in India. Cicerone, nel suo De Divinatione, racconta:«...il sole splendette nella notte, con grandi rumori nel cielo e il cielo sembrava esplodere e stupefacenti sfere vi apparvero...». Tito Livio, vissuto dal 59 a. C. al 17 d.C., nella sua "Storia di Roma", cita i famosiclipea ardentes, oggetti a forma di scudi circolari che volano nel cielo. Tali prodigi vengono avvistati sopra molte città dell'Impero; inoltre, lo storico, aggiunge anche che il secondo re di Roma, Numa Pompilio, fu personalmente testimone della caduta dal cielo di uno di questi "scudi volanti". Pare che il monarca lo annoverò tra gli oggetti di culto delle pratiche religiose che promosse.
Anche Lucio Anneo Seneca, filosofo, politico e drammaturgo dell'antica Roma, scrisse nel suo trattato di scienze naturali (Naturales quaestiones) di misteriose"travi luminose" che apparivano improvvisamente sulle città e permanevano immobili per diversi giorni. Successivamente, sparivano senza lasciare traccia. Queste “travi” vennero descritte anche molto più tardi da Benvenuto Cellini (1500-1571), il quale viaggiando da Roma, a cavallo, verso Firenze insieme ad un compagno di viaggio, osservò un’enorme "trave luminosa" stagliarsi nel cielo sopra Firenze.

IL CUBO DI SCHONDORF-VOCKLABRUCK O CUBO DI GURLT


UNO DEI PRIMI CASI DI OOPART (OGGETTI ANACRONISTICI)

Il Cubo di Schondorf-Vocklabruck o Cubo di Gurlt
Le profondità della terra rimangono ancora oggi pressoché inaccessibili e certo è che in quei meandri si celino innumerevoli testimonianze della vita agli albori del nostro pianeta. Accade spesso che nelle miniere vengano rinvenuti oggetti per così dire anacronistici (indicati con l'acronimo OOPArt), incompatibili, cioè, con il periodo nel quale li si colloca. Uno dei primi ed affascinanti ritrovamenti di questo tipo riguarda il cosiddetto cubo di Schondorf-Vocklabruck detto anche cubo di Gurlt. Tale oggetto è stato portato a conoscenza del grande pubblico dal libro di Peter Kolosimo intitolato Non è terrestre, uscito nel 1971.
Nell'autunno del 1885, un operaio di nome Reidl, che lavorava in una fonderia a Schöndorf, vicino Vöcklabruck, in Austria, fece una singolare scoperta: spaccando un blocco di lignite che proveniva dalla miniera di Wolfsegg, si accorse che all'interno di esso vi era un singolare oggetto. Si trattava di un piccolo cubo di acciaio, che misurava 67 x 67 x 47 millimetri e pesava circa 785 grammi; aveva due lati arrotondati ed una profonda scanalatura che lo cingeva completamente. La lignite (Brown Coal) è un carbon fossile formatosi dalle foreste del secondario e del terziario; il deposito da cui proveniva il blocco in questione venne datato 60 milioni di anni fa e in quel periodo non avrebbero dovuto esserci forme di vita intelligenti sulla terra. Gli operai trovarono l'oggetto singolare, tanto da portarlo all'attenzione del loro capo, uno dei figli di Isidor Braun, il proprietario della fonderia, che portò il reperto al museo Heimathaus di Vöcklabruck.
Il cubo di Schondorf- Vocklabruck o cubo di Gurlt, è anche noto come Salzburg Cube o Wolfsegg iron
Il cubo di Schondorf- Vocklabruck o cubo di Gurlt, è anche noto come Salzburg Cube o Wolfsegg iron
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Durante una conferenza alla Naturhistorische Verein (Società di Storia Naturale) di Bonn avvenuta nel 1886, l'ingegnere minerario Adolf Gurlt(professore di geologia all'università di Bonn che diede anche il nome al reperto) ipotizzò si trattasse di un meteorite. Fra il 1966 e il 1967, l'oggetto fu analizzato dal museo di storia naturale di Vienna (Vienna Naturhistorisches Museum) per mezzo del microscopio elettronico, ma non furono rinvenute tracce di nickel, cromo o cobalto nel materiale di cui era composto, escludendo quindi l'origine meteorica; l'assenza di zolfo, inoltre, indicava che non poteva trattarsi nemmeno di pirite (minerale composto da disolfuro di ferro FeS2). A causa del suo basso contenuto di magnesio, il dottor Gero Kurat, esperto di mineralogia del museo di Vienna, e il dottor Rudolf Grill, del Geologische Bundesanstalt (istituto di rilevamento geologico) di Vienna, ipotizzarono si potesse trattare di ferro fuso; il che faceva pensare ad oggetti di forma simile usati come zavorra nei primi macchinari minerari. Una successiva analisi compiuta da Hubert Mattlianer nel 1973 ha aperto l'ipotesi che poteva essere stato fuso usando la tecnica della cera persa, molto usata nell'età del bronzo, che consisteva nel creare un modello di cera e utilizzarlo per farne uno stampo di argilla. Praticando due fori sullo stampo, uno in alto e uno in basso si fa uscire la cera scaldandola e si versa del bronzo fuso al suo posto. Se ne ricava un modello identico a quello di cera.
Al contrario di quanto scritto nei primi rapporti, le immagini dell'oggetto non mostrano una particolare precisione geometrica. Il fatto strano è che la foto dell'oggetto sia pressoché irreperibile. Venne realizzata una copia del reperto ed esposta all'Oberosterreichisches Landesmuseum, a Linz (il museo di Castello Linz), dove fu esposto l'originale dal 1950 al 1958; secondo lo scrittore Peter Kolosimo, che discute dell'oggetto nel libro Non è terrestre, del 1971, l'originale si troverebbe al Salisbury Museum nel Regno Unito. Alcuni anni fa il giornalista russo G. N. Ostroumov, decise di investigare sulla faccenda del cubo. Quando si presentò a Salisburgo per chiedere informazioni, gli addetti del museo dissero di non sapere dove fosse il cubo e che, probabilmente, era andato perduto prima della seconda guerra mondiale. Anche la documentazione del periodo in cui il cubo è stato trovato risultava mancante. Ostroumov scrisse alcuni articoli bollando l'intera faccenda come bufala.

Anche in questo caso, sono diffuse le classiche teorie circa gli OOPArt: origine aliena, origine terrestre (un antico popolo sconosciuto) e origine naturale. Rispetto alla maggioranza degli altri casi di OOPArt, questa volta sono stati compiuti seri esami scientifici sul reperto e i risultati spingono a credere che il cubo abbia un origine artificiale. Comunque, il cubo è attualmente esposto all' Heimathaus Museum di Vöcklabruck, in Austria.

                                      
                                         FONTE:

mercoledì 23 luglio 2014

CRATERE IN SIBERIA: NUOVE IMMAGINI MOSTRANO UNA STRANA STRUTTURA SUL FONDO

Un enorme cratere è apparso improvvisamente in una regione della Russia chiamata Yamal, che si traduce letteralmente “la fine del mondo”. Un video ripreso da una recente spedizione mostra un lago ghiacciato sul fondo del cratere.



È apparso all’improvviso, in una regione della Siberia chiamata Yamal, il cui nome significa “fine del mondo”.
Alcuni pensano che la insolita struttura, profonda circa 70 metri, sia stata causata dall’impatto con un meteorite.
Andrei Plekhanov, dello Scintific Research Center dell’Artico pensa, invece, che il cratere si sia formato in seguito all’aumento delle temperature globali.
Un’altra ipotesi è che un pezzo di ghiaccio che si trovava sottoterra abbia creato il buco mentre si scioglieva. Altri ancora, pensano che il cratere si sia formato da un’esplosione innescata da una miscela esplosiva di acqua, sale e gas naturali.
Nuovi elementi su cui lavorare vengono dai dati raccolti da un team di scienziati russi appena tornati dalla prima spedizione dentro il gigantesco buco. Il primo dato più evidente sono i segni di erosione sul bordo scuro del cratere.
Come riporta The Siberian Times, il team esplorativo ha trovato un lago ghiacciato sul fondo, formatosi in seguito alla caduta dell’acqua lungo le pareti del cratere, erodendo il permafrost. Il sopralluogo ha appurato che il diametro del buco è tra i 50 e i 100 metri.
“Il cratere ha più la forma di un ovale che di un cerchio, cosa che rende difficile calcolare l’esatto diametro”, ha spiegato Andrei Plekhanov. Osservando i dati offerta dalla mappatura satellitare del territorio, i ricercatori pensano che il fenomeno si sia formato negli ultimi due anni.
I bordi del cratere sono così fragili che gli scienziati non sono riusciti a calarsi sul fondo del cratere, preferendo inviare una fotocamera verso il basso. Plekhanov ha rilevato che l’80 per cento del cratere sembra fatto di ghiaccio e non vi sono tracce di esplosione. Le osservazioni eliminano la possibilità che un meteorite abbia colpito la regione.
“Potrebbe essere legato al riscaldamento globale? Beh, dobbiamo continuare la nostra ricerca per rispondere a questa domanda”, continua Plekhanov. “Le ultime sue estati sono state relativamente calde per il Yamal. Forse, questo ha in qualche modo influenzato la formazione del cratere. Ma dobbiamo continuare le nostre ricerche per dire qualcosa di definitivo”.
“Quello che possiamo dire per certo è che è stata un’espulsione nel permafrost e non un’espulsione, quindi non c’è stato rilascio di calore. Comunque, non ho mai visto niente di simile, anche se sono stato molte volte nella regione di Yamal”, conclude Plekhanov.
Il cratere, effettivamente, è diverso da qualsiasi cosa osservata in Yamal. Gli esperti spiegano che il fenomeno è forse il segno di un riavvio di un processo che non si vedeva da 8 mila anni, quando il paesaggio di Yamal si andato formandosi su quello che una volta era un mare. Se questa teoria è confermata, possiamo dire di aver assistito in diretta al processo naturale unico che ha plasmato l’insolito paesaggio della penisola di Yamal.








GLI UOMINI DELLA SECONDA PREISTORIA

E se fossimo noi, gli antichi astronauti?



di Osvaldo Felace

Alla fine degli anni settanta, ho letto alcuni episodi di una saga a fumetti intitolata "gli uomini della seconda preistoria", che trattava di un mondo ritornato alla preistoria a causa di una guerra atomica. La letteratura fantascientifica, nonché  cinema e fumetti, è piena di questi scenari. Basti pensare alla saga de "Il pianeta delle scimmie" o di "Mad Max". Tuttavia questo scenario non ha proprio nulla di fantascientifico, anzi, siamo stati sull'orlo della guerra atomica più volte durante la guerra fredda. E se pensiamo a catastrofi naturali, come  la collisione con grossi asteroidi, tali da estinguere la maggior parte della vita, è già successo e questo pianeta ne porta ancora oggi le cicatrici.
Cosa succederebbe se un gruppo di astronauti tornasse da un lungo viaggio spaziale e trovasse il pianeta distrutto e i pochi uomini sopravvissuti, raggruppati in orde di cavernicoli? Fantascienza? Non necessariamente!
E' proprio ciò che succede nel film "il pianeta delle scimmie" ovvero alcuni astronauti tornano sulla terra dopo un lungo viaggio stellare e la trovano popolata di scimmie intelligenti e di uomini invece ridotti a primati. Prendendo in considerazione questa ipotesi ed osservando bene i reperti archeologici (statuette e pittogrammi che rappresentano esseri in tuta spaziale) nonché le innumerevoli citazioni di "Dei" venuti dalle stelle e di civiltà fantastiche, nei libri sacri di quasi tutte le antiche religioni, questa teoria perde ogni carattere fantastico e comincia a diventare plausibile. Considerato, inoltre, che la catastrofe globale conosciuta come "grande diluvio" o "diluvio universale", è presente non solo nella bibbia ma anche nell'epopea babilonese di Gilgamesh ( mitico re dei Sumeri) e in altri scritti sacri come la tradizione dei nativi americani Sioux, (all'inizio dei tempi c'era la "grande acqua", poi Manitu creò la terra perché gli uomini ci potessero vivere...) e che ci sono prove geofisiche non solo di un grosso impatto avvenuto nel 10500 a.c. ma si sa anche che, in seguito a quest'impatto, l'asse terrestre ne risultò spostata, tanto che un continente sub-tropicale si ritrovò al polo Sud e divenne l'attuale Antartide, la teoria non solo diventa plausibile ma comincia addirittura a prendere corpo, ad avere un senso.
Ammettendo per un attimo che sia andata proprio così, come ci avrebbero visti quei cavernicoli? e cosa avrebbero scritto di noi?
"gli Dei scesero dal cielo con i loro carri di fuoco e etc etc..." ecco cosa avrebbero scritto. E cosa avrebbero fatto quegli astronauti, trovandosi in uno scenario simile? avrebbero sicuramente tentato di trasmettere un po di cultura, un po di scienza, qualcosa che potessero imparare alla svelta e usare nella vita quotidiana. Questo spiegherebbe se non altro, che diavolo ci fanno siringhe e strumenti di alta chirurgia, rappresentati nei geroglifici del tempio di Kom Ombo, in Egitto (luogo che ho fotografato personalmente) e spiegherebbe il perché i grandi sacerdoti di tutte le religioni detenevano un "antico sapere" o il "sapere degli Dei" o "degli antichi". Spiegherebbe anche come mai alcuni popoli preistorici hanno raggiunto la precisione matematica e geometrica, prima della scrittura, o perchè altri hanno conosciuto la posizione e l'orbita dei pianeti del sistema solare, prima di circumnavigare il mondo, prima cioè, di sapere che la terra fosse sferica e millenni prima che i pianeti potessero essere osservati al telescopio!
Mi rendo conto che i fautori della colonizzazione aliena, non saranno d'accordo, ma è bello anche prendere in considerazione questa possibilità, che non è meno plausibile, anche perché
, alcune statuette di cui sopra, somigliano troppo alle tute della NASA.


ferri chirurgici nel tempio Kom Ombo

alcune statuette millenarie. Non somigliano alle tute della NASA?

lunedì 21 luglio 2014

COME SONO FATTI I CERCHI NEL GRANO?


CERCHI NEL GRANO spiegazione. I cerchi nel grano sono organizzati in forme armoniche che si manifestano in tutto il mondo, frutto di una energia che interagisce con il mondo fisico - in questo caso le piante. Questa energia comprende luce, suono e magnetismo. Ad oggi, i cerchi nel grano sono stati segnalati in 29 paesi, e sono apparsi in coltivazioni come frumento, orzo, colza, alberi, ghiaccio, risaie, persino semi di lino.
Solo intorno al 1980  è stata rivolta seria attenzione al fenomeno, soprattutto nel sud dell'Inghilterra, dove sono riportati il 90% dei crop circle. Dopo il 1990 i disegni si sono sviluppati in modo esponenziale e complesso,frattali che mimano  processi  informatici e gli elementi che esprimono il quarto processo dimensionale nella fisica quantistica.
Secondo molti resoconti dei media, tutti i cerchi nel grano fino al 1992 sono stati realizzati da due uomini anziani chiamati Doug e Dave. Tuttavia, da allora è stato scoperto che la storia di D & D sembra abbia avuto origine presso il Ministero della Difesa britannico. Prove fornite da un informatore di alto rango in tale istituzione ha suggerito che il governo britannico aveva ogni intenzione di screditare il fenomeno proponendo due burloni, nel tentativo di sedare il crescente interesse del pubblico nei cerchi nel grano. Ma quando più tardi gli fu chiesto di fornire prove delle loro presunte creazioni, Doug e Dave fallirono miseramente; non hanno neanche saputo spiegare le insolite caratteristiche presenti nel fenomeno genuino.
Nel 1998, tuttavia, il membro superstite del duo ingannevole ha fatto un'ammissione incredibile sui giornali britannici che era stato "guidato da una forza sconosciuta".
Nelle formazioni genuine i gambi non sono rotti ma piegati ( a destra ), di solito circa un centimetro da terra e nei pressi del primo nodo della pianta. In casi particolari, gli steli sono piegati sei pollici dalla parte superiore della testa del seme.Tali caratteristiche sconfiggono l'argomento bufala, dal momento che è necessario un rullo o qualcosa di simile  per appiattire il raccolto al suolo, con conseguente evidente danno alle piante.
L'enorme applicazione di calore locale è anche responsabile dell' alterazione della falda locale, come l'evaporazione di milioni di galloni di acque superficiali e sub-superficiale . Con le frequenze di calore ed elettro-magnetico applicato, è stato scientificamente documentato che campioni di terreno prelevati all'interno di cerchi nel grano mostrano modifiche alla sua struttura cristallina e la composizione minerale. Esperto di analisi conclude che tale processo richiede temperature di 1500 ° C e la pressione tipicamente presente in stratificazioni del sottosuolo vecchie di migliaia  di anni. Esistono prove anche di quattro elementi non presenti in natura, isotopi radioattivi di breve durata,  nel terreno all'interno crop circles genuini (questi dissipano dopo tre o quattro ore, senza causare effetti collaterali negativi); infatti, il terreno in e intorno a loro sembra essere stato cotto. Difficilmente questo tipo di anomalie possono essere create da burloni con assi di legno!
Questa energia elettrica e magnetica può interagire con modelli di onde cerebrali (poiché il corpo umano è di per sé elettro-magnetico) e difatti i cerchi nel grano sono noti per influenzare i ritmi biofisici delle persone. Di conseguenza, non è insolito per le persone  sperimentare stati di  vertigini, disorientamento e nausea. Tutti questi effetti possono essere causati da una prolungata esposizione sia a infrasuoni che a microonde, che interagiscono con l'acqua nel corpo.
I cerchi nel grano sono talvolta accompagnati da trillanti suoni, catturati su nastro ed analizzati dalla NASA come origine artificiale, e recante una frequenza armonica di 5,2 kHz.
 


Contrariamente alla percezione popolare, cerchi nel grano non sono un fenomeno moderno. Essi sono menzionati in testi accademici del tardo 17 ° secolo e oltre 200 casi sono stati segnalati prima del 1970 . Circa ottanta testimoni oculari, in zone lontanissime tra loro come British Columbia e Australia, hanno segnalato che i cerchi nel grano si formano in meno di 20 secondi. Questi testimoni descrivono avvistamenti di sfere incandescenti o dai colori vivaci di luce che precedono un crop circle o sono attivamente coinvolti nella sua creazione; in alcuni casi raggi di luce sono scesi su un campo  roteando il raccolto in un ipergeometria in meno di quindici secondi.Tali relazioni sono spesso descritte dai contadini.

I cerchi nel grano sono anche aumentati  di dimensioni, in alcune aree hanno raggiunto dimensioni di 200.000 piedi quadrati. Fino ad oggi ci sono stati oltre 10.000 i cerchi nel grano segnalati.

 Alla fine, Doug e Dave non sapevano neanche quali avevano fatto e quali no. Il pubblico non ha mai sentito ritrattazioni D & D's, né è stata data la possibilità di confrontare il caos creato da D & D con l'eleganza matematica e le anomalie del reale fenomeno.

 Dal momento che Doug e Dave hanno dichiarato la loro burla, molti emulatori sono apparsi sulla scena. Che le persone con una buona quantità di formazione possono andare in un campo e, infine, creare un modello coerente non è mai stato il problema nella ricerca crop circels. nel 1998 è stato pagato un gruppo di burloni chiamati squadra Satana / Circlemakers per andare comodamente nelle campagne della Nuova Zelanda a fare una formazione elaborata per The Discovery Channel.
Una copia è un falso, e falsari richiedono un'originale da cui copiare. Allora, che cosa si trova esattamente dietro i crop circles genuini?

Le piante sembrano essere sottoposte ad una breve e intenso scoppio di calore che ammorbidisce i gambi facendoli cadere appena sopra la terra a 90 °, dove rimangono nella loro nuova posizione  in modo permanente e senza danni. Biologi vegetali sono sconcertati da questa caratteristica, ed è la caratteristica primaria per identificare il fenomeno reale . Ricerche e prove di laboratorio suggeriscono che gli  infrasuoni (suoni sotto i 20 Hz), sono in grado di produrre un tale effetto: gli infrasuoni ad alta pressione sono in grado di riscaldare l'acqua all'interno dei gambi in un nanosecondo, facendola espandere e lasciando piccole soffiature nei nodi delle piante . La pressione applicata causa anche l'evaporazione dell'acqua, ed è segnalato dagli agricoltori che, quando si imbattono in un nuovo crop circle, vedono vapore che sale all'interno del disegno. Questo processo crea carbonizzazione lungo la superficie  dei gambi.

I cerchi nel grano mostrano anche l'esistenza di ultrasuoni (suono al di sopra del range uditivo umano) tali frequenze sono state riscorntrate in siti antichi come cerchi di pietre, tumuli, dolmen e menhir. E come tutti i siti sacri, templi e luoghi di culto - come le cattedrali gotiche - i cerchi nel grano compaiono in corrispondenza dei punti di intersezione dei percorsi magnetici della Terra; così la dimensione e la forma di un cerchio nel grano è tipicamente determinata dalla superficie di questi punti "nodi" al momento della loro comparsa.

Prove biofisiche dimostrano che i nodi delle piante (le sue nocche) sono drasticamente aumentati ( a destra ) e si osservano distorsioni di embrioni di semi, e la creazione di cavità di espulsione nelle piante come se essi fossero stati riscaldati dall'interno. In formazioni genuine c'è anche una riorganizzazione della struttura cristallina della pianta - in questa foto al microscopio (sotto a destra) nell'immagine superiore un campione di controllo di frumento differisce radicalmente da quello preso da un cerchio nel grano.
I Cerchi nel grano originali non sono perfettamente rotondi ma leggermente ellittici (una bufala, che richiede una corda centrale fissa, non può raggiungere questo obiettivo in modo adeguato). I loro bordi sono precisi definiti dal raccolto appiattito come se fossero disegnati con un compasso ed incisi con precisione chirurgica. Quelli falsi, al confronto, hanno una somiglianza stilistica di tufi di grasso, capelli spettinati e, naturalmente, tutti i gambi sono stati calpestati e risultano lividi e schiacciati.
Matematicamente, i crop circles genuini codificano oscuri teoremi basati sulla geometria euclidea. Finora, i disegni hanno prodotto cinque nuovi teoremi matematici. Sono anche invisibilmente codificati con la geometria sacra - quei rapporti armonici che regolano il rapporto tra le orbite dei pianeti del nostro sistema solare.
I cerchi nel grano alterano il campo elettromagnetico locale; Spesso le bussole non possono localizzare il nord, e macchine fotografiche e telefoni cellulari funzionano male. Intere confezioni di batterie nuove sono scariche in pochi minuti, e le frequenze radio sono note per influenzare le apparecchiature di elicotteri e aerei;animali da fattoria locali evitano i cerchi nel grano o semplicemente si agitano ore prima che si materializzano.

Un anno dopo che il grano è stato raccolto e il campo arato e ri-seminato, l'impronta di energia delle formazioni sarà ancora visibile, molto tempo dopo che le tracce fisiche sono svanite.
Questa area di ricerca ha permesso la possibilità di utilizzare i cerchi nel grano come una forza di guarigione, e le loro immagini vengono già impiegate con successo in radionica, essenze floreali e la terapia di risonanza, sia per le persone che per gli ambienti in pericolo. Alcuni di questi protocolli sono stati convalidati scientificamente.
I cerchi nel grano generalmente si formano durante la notte, tra le ore 2-4 del mattino, tradizionalmente durante le serate più corte dell'anno inglese quando l'oscurità dura solo quattro ore. Durante un progetto di sorveglianza nel 1989 una troupe televisiva giapponese ripreso un crop circle che si manifesta nelle prime ore del mattino, mostrando un  vortice di energia in movimento che dura meno di quindici secondi. Tale rapido tasso di creazione ha confermato i resoconti dei testimoni oculari.

A Stonehenge nel 1996, un pilota ha riferito di non aver visto nulla di strano mentre volava sopra il monumento alle 04:15, ma 15 minuti dopo un secondo pilota ha riportato questo enorme crop circle, una formazione che assomiglia al computer frattale Julia Set. Composto da 149 cerchi e allineate lungo una curva a spirale.
Ancora convinti che basti una corda, un asse di legno e un po di fantasia per crearne uno? credete ancora che due vecchi agricoltori rincoglioniti come Doug e Dave conoscessero la geometria frattale del codice di Bifonacci?
bé in tal caso credo che nulla possa convincervi. Prendete pure la vostra amata pillola blu, e domani vi sveglierete nel vostro mondo,un mondo dove chi indaga su fenomeni inspiegabili come questo, è considerato un vaneggiatore o un folle. Io dal canto mio, preferisco rimanere nel paese delle meraviglie e prendo la pillola rossa, non si sa mai.


FONTE

Paradigm Research Group: Il linguaggio dell’Embargo

Paradigm Research GroupNon sarà semplice, ma è tempo di lasciare il linguaggio sviluppato durante il primo secolo dell’embargo sulla verità. Prima di tutto l’acronimo “UFO”. Oggetto Volante non Identificato è una definizione inizialmente mantenuta dall’Air Force e altre agenzie. Ora è divenuto anacronistico. Il fenomeno riguarda mezzi extraterrestri (solitamente) pilotati. Non si tratta di volatili che appaiono sui radar o aerei di carta lanciati dalle finestre delle scuole. Si tratta di macchine create da esseri non umani e operanti in modo antigravitazionale nei cieli. Questo termine non è meno assurdo di “piccole particelle non identificate” per descrivere la ricerca nel mondo subatomico. Chiaramente in un contesto dove il governo afferma che non ci sia alcuna evidenza di particelle subatomiche. Il termine “Ufologo” è forse ancora più offensivo. Una professione dello studio di qualcosa di non identificato in eterno.
UFO? No. Mezzo di trasporto extraterrestre. Ufologo? No. Ricercatore del fenomeno extraterrestre.
Veniamo quindi collegati all’”alieno”. Mollatelo. Il termine dovrebbe essere “extraterrestre”. Assorbitelo e lavorate sulle sillabe. “Alieno” è carico di zavorra, molta della quale agganciata non innocentemente. “Cover-up” è deviante. La politica di soppressione di base non era illegale. Certe azioni nel tempo possono esserlo state, ma non la politica. “Cover-up” criminalizza inappropriatamente personale nei servizi militari e agenzie civili. Molti di loro supportano privatamente la Disclosure. Non è stato un “cover-up”, ma un “embargo sulla verità”.
Paradigm Research Group
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Persone civili che hanno avuto contatti diretti con extraterrestri, sono chiamate “contattati”. Alcuni contattati, forse la maggioranza, sono “addotti” prelevati contro la loro volontà e che hanno fatto esperienza a vari livelli di dolore e malessere. Il termine “addotto” è deviante, confonde ed è inappropriato in senso esopolitico. Al momento non abbiamo un consenso generale sul termine per definire chi abbia avuto contatti solo telepatici, ma “contattati” non è una scelta irragionevole. Gli extraterrestri non sono “paranormali”. La presenza di forme di vita molteplici nella galassia è profondamente “normale”. Non si tratta di ricerca nel “paranormale”. Grazie alla verità poco o nulla dovrebbe essere ritenuto paranormale. Dovrebbe essere una brevissima lista e gli extraterrestri non sono in essa.
“Dischi volanti”? Per favore. Questo è come chiamare gli aeroplani, tubi di dentifricio volanti. Sono mezzi, navi, veicoli. Forse un termine ancor più discutibile sarebbe “mutilazione di bestiame”. In questo esempio offro dei suggerimenti: “animale” non “bestiame”, dato che il fenomeno non è limitato al bestiame. “Raccolta” e non “mutilazione” dato che l’evidenza punta chiaramente all’acquisizione di certi tessuti. Perciò, “raccolta di animali”. Per quanto riguarda i “crop circles”? Innocuo forse, ma certamente non appropriato. Io tendo verso “agroglifi”.
Tutto questo è importante? Sì. Tutta la propaganda è costruita sul linguaggio, in un modo o nell’altro. I propagandisti cercano debolezze nel lessico usato e/o creano il proprio lessico per i propri propositi. Non fate il loro gioco. Usate un linguaggio che meglio rifletta la verità per come viene scoperta.


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INDIA: PITTURE RUPESTRI DI 10 MILA ANNI FA SEMBRANO MOSTRARE UFO E ANTICHI ASTRONAUTI

21 luglio 2014 

Il Dipartimento di Stato per l'Archeologia e la Cultura in Chhattisgarh, India, ha chiesto assistenza all'Organizzazione per la Ricerca Spaziale Indiana per indagare su una serie di antiche pitture rupestri trovate all'interno di alcune grotte di Charama. Secondo uno degli archeologi, le opere riflettono la convinzione tra gli esseri umani antichi che non siamo soli nell'universo.


Il Chhattisgarh è uno stato dell’India centrale, ricco di antiche pitture rupestri, come spiegato sul loro sito web. Molti siti mostrano dipinti antichi raffiguranti esseri umani e animali in scene di vita quotidiana. Tuttavia, alcuni ricercatori, recentemente hanno fatto riferimento ad alcuni dipinti insoliti, nei quali sono riportati animali che sembrano essere canguri e giraffe, specie non native del paese.
In altri ancora, gli antichi artisti preistorici sembrano aver voluto raffigurare strane creature ibride uomo-pesce. Alcuni ricercatori sono convinti che i pittogrammi siano rappresentazioni di antichi astronauti e avvistamenti UFO.
Per svelare la natura dei soggetti raffigurati nei dipinti, il Dipartimento di Stato per l’Archeologia e la Cultura in Chhattisgarh, India, ha richiesto il supporto dell’Organizzazione per la Ricerca Spaziale Indiana. “Le opere riflettono la convinzione diffusa tra gli esseri umani antichi di non essere soli nell’universo”, spiega l’archeologo JR Bhagat a Times of India.
“I dipinti sono realizzati con colori naturali che sono appena sbiaditi nonostante il passare dei millenni”, continua Bhagat. “Le figure sembrano essere in possesso di oggetti simili ad armi e non hanno caratteristiche immediatamente riconoscibili. Specialmente, il naso e la bocca sono mancanti. In alcune raffigurazioni, vengono mostrati con indosso una sorta di tutta spaziale”.
Bhagat, studioso di arte rupestre, sostiene che le pitture risalgono a circa 10 mila anni fa. A suo parere, le immagini possono raffigurare extraterrestri e UFO, rappresentati sotto forma di esseri umanoidi che scendono dal cielo, con caschi e antenne, a bordo di un oggetto a forma di disco con tre raggi (o gambe).
“Le immagini ci dicono che gli esseri umani, in tempi preistorici, potrebbero aver visto o immaginato esseri provenienti d altri pianeti, creando grande curiosità tra le persone e i ricercatori. È necessaria una ricerca estesa per ulteriori accertamenti. Chhattisgarh, attualmente, non dispone di tali esperti che potrebbero fare luce sulla questione”, dice ancora Bhagat.
Bhagat, inoltre, ha raccontato di diverse leggende che si tramandano tra i locali, tra le quali c’è quella dei Rohela (che si traduce con “piccole dimensioni”). Secondo la leggenda, ai tempi degli antenati, i Rohela atterravano utilizzando un oggetto volante di forma rotonda, rapivano una o due persone del villaggio, che non sarebbero mai più stati restituiti, e poi ritornavano verso il cielo.
Bhagat, tuttavia, rimane prudente: “Non possiamo escludere la possibilità che sia il prodotto della fantasia delle popolazioni preistoriche”. Le immagini, infatti, hanno molti elementi comuni con quelli che in altri contesti archeologici si identificano solitamente come immagini sciamaniche di divinità, ibridi uomo-animale e forme geometriche.
Ad ogni modo, la ricerca sulle pitture rupestri indiane è appena cominciata e, secondo gli auspici di Baghat, l’ideale sarebbe quello di uno studio interdisciplinare che coinvolga sia archeologi con diverse specializzazioni, che studiosi di astronautica e volo spaziale.


domenica 20 luglio 2014

LA CROCE EGIZIA “ANKH” IN UN TEMPIO COSTRUITO DAGLI AZTECHI IN MESSICO?

16 maggio 2014 | 

Esiste un antico e misterioso tempio azteco le cui rovine sfidano la normale comprensione della storia dei popoli antichi. Il sito messicano, infatti, contiene una struttura che presenta una somiglianza strana e sorprendente con la croce “ankh”, notoriamente uno degli emblemi fondamentali della cultura egizia.

Calixtlahuaca
L’ankh (☥), conosciuto anche come chiave della vita e croce ansata, è un antico simbolo sacro egizio.
Il significato originale di questo simbolo nella cultura egizia rimane un mistero per gli egittologi, e le teorie proposte sulle origini dell’ankh sono molte ed in contraddizione fra loro.
Certamente, si tratta di un simbolo legato alla divinità. Nell’iconografia egizia, infatti gli dèi sono spesso raffigurati con un ankh in mano, o portato al gomito, oppure sul petto.
Tuttavia, l’ankh potrebbe essere un simbolo non solo importante per gli l’antico Egitto, ma anche per altre culture, molto distanti nello spazio e nel tempo (per quanto ne sappiamo) da quella egizia.
Tra le rovine di un antico e misterioso tempio azteco in Messico, denominato Calixtlahuaca , insiste una curiosa struttura dalla forma sorprendentemente somigliante a quella della croce egizia ankh. La costruzione risulta perfettamente allineata ai resti di due piramidi di pietra simili a quelle egiziane.
Originariamente conosciuto come “Matlatzinco” (città dei Matlatzinca ), questo insediamento urbano azteco è parte di quello che fu una potente capitale da cui i re controllavano un ampio territorio nella Valle di Toluca.
Chiaramente, gli studiosi convenzionali escludono qualsiasi connessione tra la cultura Azteca e quella Egizia, dal momento che si sono evolute sui lati opposti dell’Oceano Atlantico e non possono essere entrate in contatto. Eppure, stranamente, il significato dell’ankh azteco sembra parallelo al significato che sta dietro l’ankh egizio.
Come abbiamo illustrato in un articolo precedente [leggi], le culture dell’antico Egitto e quelle dell’America precolombiana mostrano incredibili parallelismi, sebbene si siano sviluppate sui lati opposti dell’Oceano Atlantico. Calixtlahuaca sembra confermare la sconcertante similitudine tra queste due grandi civiltà del passato.

Il sito di Calixtlahuaca

Calixtlahuaca (in lingua nahuatl “cali” significa “casa”, e “ixtlahuatl” significa “prateria”, quindi la traduzione sarebbe “casa nella prateria”) è un sito archeologico del periodo postclassico mesoamericano, situato nei pressi dell’attuale città di Toluca, Messico.
Originariamente conosciuto come “Matlatzinco” (città dei Matlatzinca ), questo insediamento urbano azteco fu una potente capitale da cui i re controllavano un ampio territorio nella Valle di Toluca.
Si ritiene che i primi coloni di questa regione fossero nativi nomadi che utilizzavano il sito solo stagionalmente. In seguito, intorno al 200 a.C., i Matlatzinca giunsero è fondarono un piccolo insediamento; successivamente ricevettero l’influenza della cultura tolteca e, infine, furono dominati dagli Aztechi nel 1476 d.C., i quali ribattezzarono la città con il dome di Calixtlahuaca.
Il sito comprende due strutture importanti: il Tempio di Quetzalcoatl e l’altare a croce “egizia” detto Tzompantli.
Il Tempio di Quetzalcoatl era probabilmente dedicato al dio Ehēcatl, dato che gli edifici circolari del Centro America precolombiano sono generalmente legati a questa divinità. Ehēcatl, secondo la mitologia azteca, era il dio del vento, una delle sembianze di Quetzalcoatl, il Serpente Piumato.
Dal momento che il vento soffia in tutte le direzioni, il tempio di Ehēcatl ha forma circolare per ridurre la resistenza dell’aria. Sovente è raffigurato con due maschere sporgenti attraverso le quali soffia il vento. Si innamorò di una umana, di nome Mayahuel e donò all’umanità la capacità di amare, in modo che lei potesse ricambiare la sua passione.
L’altra strutture, l’altare Tzompantli, si trova sul lato nord della piazza. La forma a croce ankh è l’aspetto che maggiormente sconcerta i ricercatori, i quali non sono in grado di fornire risposte definitive sul perchè di tale forma architettonica. Originariamente, i lati dell’altare erano ricoperti di teschi scolpiti nella pietra.

Così distanti, così simili…

Calixtlahuaca aggiunge un nuovo elemento alla teoria secondo la quale tutte le civiltà megalitiche del passato, mesopotamica, egizia, mesoamerica e asiatica, discenderebbero tutte da una grande precedente cultura globale andata distrutta in un cataclisma di proporzioni catastrofiche.
Come riporta Richard Cassaro nell’articolo proposto sul suo blog, certamente, il parallelismo più sconcertante riguarda la civiltà dell’Antico Egitto e quella dell’America precolombiana: entrambe le culture costruirono piramidi; entrambe utilizzarono il simbolismo solare ed entrambe credevano nella vita dopo la morte, preparando i loro morti per il viaggio sacro verso l’aldilà tramite una cerimonia rituale molto elaborata.
Calixtlahuaca, inoltre, rivela che entrambe le culture utilizzavano simboli molto simili, come la croca ankh, per gli stessi scopi : indicare le forze e le interazioni tra la vita fisica (valutata come temporanea) e la vita spirituale (considerata eterna).
La visione contemporanea prevalente tra gli studiosi è che i popoli antichi a indigeni di tutto il mondo erano perfettamente in grado di sviluppare culture complesse indipendentemente da una qualsiasi influenza o ispirazione esterna. Eventuali visioni contrarie sono generalmente respinte ed etichettate come fantasiose, ridicole e imbarazzanti.
Eppure, prove di una storia diversa saltano fuori continuamente, in maniera assillante, ad infastidire le teorie lineari e coerenti sviluppate dagli studiosi “ortodossi”. La questione è che quelle “convenzionali” sono e rimangono teorie, mentre le prove archeologiche stanno lì e provocano, invitando a considerare un’altra storia.

FONTE ARTICOLO:

FLASH DRAGON  UNFUTURO TUTTO A COLORI CLICCA QUI PER L'ARTICOLO COMPLETO