domenica 7 dicembre 2014

RITROVATI RESTI DI CIVILTA' EXTRATERRESTRI RISALENTI A 12.000 ANNI FA, IL VIDEO.

LA CIVILTA' TERRESTRE NON RISALE A 5000 ANNI FA COME VOGLIONO FAR CREDERE GLI STORICI...MA AD ALMENO 12.000 ANNI FA...ED ERANO DI NATURA EXTRATERRESTRE...COME SE LA CAVANO ORA GLI SCETTICI E GLI OCCULTATORI DELLA VERITA'?...

Finalmente non sono più solo i fanatici del complotto come me ad affermare che la storia che ci è stata insegnata è tutta da riscrivere. Con il ritrovamento di Gobekli Tepe, o si ammette che la civiltà umana è molto più antica di 5000 anni o si accetta che ci sia stato un intervento alieno. Poiché le prove che dimostrano, conoscenze architettoniche sofisticate, astronomiche, matematiche e ovviamente artistiche, molto avanzate, che vanno ben più indietro dei 12000 anni attribuiti al sito di GobekliTepe ( che già da solo smantella tutte le teorie del mondo accademico) sono così numerose e così evidenti, basta pensare alle piramidi di Kosovo in Bosnia, che hanno una datazione stimata intorno ai 50.000 anni, o alle piramidi sparse in tutto il mondo, Cina compresa che sono ben più antiche di quelle dalla piana di Giza, che negare ancora, ostinandosi a presentare ancora una cronologia storica e con essa attribuzioni fasulle di enigmatici monumenti a fantomatici personaggi e civiltà, in alcuni casi inventati di sana pianta come il faraone Keope, è davvero ridicolo. Chi si ostina a contrastare queste nuove scoperte che pian piano sembrano voler gettare luce sul mistero della nostra origine, si comporta esattamente come quei boriosi parrucconi che credevano di detenere la conoscenza, nell'epoca copernicana.
                                                                                                                                                  O. Felace

venerdì 5 dicembre 2014

PAPA SILVESTRO II CREÒ LA PRIMA INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELL’ANNO 1000?

La storia è costellata di personaggi controversi che hanno lasciato dietro di sé una serie di sconcertanti intuizioni e invenzioni. Uno di questi è Gerberto di Aurillac, un geniale studioso di matematica e astronomia, salito al soglio pontificio con il nome di Silvetro II nel 999 d.C.testa-meccanica-silvetro-ii-papa

È possibile che alcune delle nostre cosiddette “invenzioni moderne” in realtà non sono altro che la riscoperta di qualcosa di già compreso secoli fa?
Leggendo la storia di Gerberto di Aurillac, qualche sospetto in tal senso potrebbe assalirci mettendo in discussione la nostra comprensione della storia antica.
De Aurillac fu un prolifico studioso e insegnate, il quale promosse lo studio in Europa dell’aritmetica araba e dell’astronomia. A lui si deve la reintroduzione nel vecchio continente dell’abaco e della sfera armillare (modello della sfera celeste inventato da Eratostene nel 255 a.C), strumenti dimenticati con la fine dell’era greco-romana.
Nasce nel 946, nella città di Belliac, Francia. Nel 963 entrò nel monastero di San Gerald in Aurillac. Nel 967, durante la visita del conte Borrell II di Barcellona, l’abate chiese all’aristocratico di prendere Gerberto con lui in modo che il ragazzo potesse studiare matematica in Spagna e apprendere i rudimenti della lingua araba.
Nel 969 il conte Borrell compì un pellegrinaggio a Roma, portando Gerberto con sé. Qui Gerberto incontrò il papa Giovanni XIII e l’imperatore Ottone I. Il papa persuase Ottone ad impiegare Gerberto come tutore per il giovane figlio, il futuro Ottone II.
Alcuni anni dopo, Ottone I permise a Gerberto di andare a studiare alla scuola della cattedrale di Reims, dove venne ben presto nominato insegnante dall’arcivescovo Adalberone di Laon.
Ottone II, divenuto nel frattempo Sacro Romano Imperatore, nel 982 nominò Gerberto abate dei monaci colombaniani di Bobbio e conte di quel distretto; il prestigio culturale e morale dell’abbazia era all’epoca altissimo, e il suo scriptorium uno scrigno di conoscenze: qui Gerberto poté consultare tra gli altri quello che oggi è noto come Codex Arcerianus (VI-VII secolo), contenente frammenti in latino di autori romani e greci e di cui si servì, insieme con il De arte arithmetica di Boezio, per la stesura del suo De geometria.
Nel 991 venne eletto arcivescovo di Reims, ma l’opposizione alla sua nomina fu tale che papa Giovanni XV inviò un legato in Francia, che sospese temporaneamente Gerberto dal suo incarico episcopale.
Papa Gregorio V, cugino di Ottone III, succeduto a Giovanni XV nel 996, ribadì che Gerberto era un impostore nella sede di Arnolfo, vescovo legittimo di Reims: fu in quei momenti difficili che si fece sentire la protezione della Dinastia ottoniana. Gerberto divenne quindi il precettore di Ottone III.
L’imperatore favorì la sua elezione a successore di Gregorio come pontefice nel 999. Gerberto prese il nome di Silvestro II, diventando il primo papa francese della storia. Subito dopo essere stato eletto, Silvestro confermò il suo ex-rivale Arnolfo nella carica di arcivescovo di Reims.

Opere e strane invenzioni

papa-silvestroPiù che un politico, Gerberto era uno scienziato e dovette sicuramente essere uno degli uomini più colti del suo tempo. Egli è l’esempio più lampante di quella sorta di miglioramento nel livello dei prelati che imposero gli imperatori germanici a fronte di una Chiesa in profonda crisi, dominata dalla pornocrazia, la simonia e il nicolaismo.
L’ingerenza imperiale sul papato non era ancora vista in modo negativo, come all’epoca della lotta per le investiture, anzi era una forma di protezione che permise i primi passi verso quella che fu una riforma.
Gerberto fu una figura di massima importanza come religioso, politico e scienziato, che non poté essere ignorata dai suoi successori al soglio pontificio.
A lui si devono una serie di opere che trattano di aritmetica, geometria, astronomia e musica; inoltre, fu un brillante insegnante di grammatica, logica e retorica.
Aveva appreso l’uso dei numeri arabi in Spagna e poteva eseguire mentalmente calcoli estremamente difficili per le persone che pensavano in termini di numeri romani.
A Reims fece costruire un organo idraulico che eccelleva su tutti gli strumenti precedentemente noti, nel quale l’aria doveva essere pompata manualmente.
Gerberto reintrodusse l’abaco in Europa e, in una lettera del 984, chiese a Lupito di Barcellona la traduzione di un trattato arabo di astronomia, le Sententiae Astrolabii. Gerberto fu autore di una descrizione dell’astrolabio che venne redatta da Ermanno il contratto 50 anni dopo.
Come papa prese misure energiche contro le pratiche della simonia e del concubinaggio, diffusisi tra il clero, sostenendo che solo gli uomini capaci di una vita ineccepibile potevano essere nominati vescovi.papa-silvestro-gerberto

Gerberto nella leggenda

La grande inventiva e intelligenza di Gerberto, molto spesso era troppo avanti rispetto alla comprensione dei suoi contemporanei, tanto che in alcune sue invenzioni vi vedevano qualcosa di magico, di affine alla stregoneria e al satanismo, per cui Gerberto finì con l’essere considerato un mago.
Presto si diffuse la credenza che Gerberto fosse in possesso di un libro di incantesimi rubato ad un filosofo arabo durante il suo soggiorno in Spagna. Gerberto sarebbe fuggito inseguito dal derubato, il quale era in grado di intercettare il ladro tramite l’osservazione delle stelle. Ma Gerberto si nascose appeso ad un ponte dove, sospeso tra il cielo e la terra, era praticamente invisibile al mago.
Ma quello che colpiva in maniera particolare l’immaginazione coeva era una testa meccanica di bronzo, costruita da lui e che, interrogata, era in grado di rispondere in senso affermativo o negativo. Non era che un’antenata del robot, ma i più vi vedevano una pratica che lo metteva in relazione con le arti magiche e con il demonio.
Questo “computer ante-litteram” pare fosse consultato da Gerberto per risolvere questioni importanti riguardanti la politica o la religione. La testa fu distrutta, o forse occultata, con la morte di papa Silvestro II, ma i riferimenti alla sua esistenza sono tutt’ora consultabili nella Biblioteca Vaticana, un archivio pieno di segreti e collezioni che potrebbero scuotere il mondo.
La storia di Gerberto ci dice due cose importanti: molte idee, scoperte e invenzioni del passato, in qualche modo hanno anticipato i tempi moderni e, per qualche ragione, sono state poi bandite dalla storia, in attesa di essere riscoperte dalle nuove generazioni.
Secondo: forse uno dei motivi dell’occultamento era dovuto alla superstizione: l’inventiva e l’intelligenza venivano etichettate e bandite come opere demoniache. Forse, all’epoca come oggi, la diffusione della cultura e della consapevolezza sarebbe il vero rimedio alla superstizione, dando l’avvio ad un vero cammino di “umanizzazione” per l’intera comunità umana.

giovedì 4 dicembre 2014

IL FASCINO MISTERIOSO DELL’ANTICO SANTUARIO PAGANO DI PANÓIAS, PORTOGALLO

Nel nordest del Portogallo, nella regione di Vila Real, ad un'altitudine di 460 metri e a circa 85 chilometri dalla costa atlantica, si trova uno dei templi pagani più affascinanti e misteriosi d'Europa: il Santuário de Panóias.Santuário de Panóias

Gli insediamenti umani nella regione di Vila Real, nel nordest del Portogallo, si perdono nella notte dei tempi, ma sappiamo che l’area era già abitata nel Paleolitico.
È qui che si trova il Santuário de Panóias, noto anche come Fragas de Panóias, uno dei templi pagani più enigmatici di tutta europa.
Classificato come monumento nazionale dal governo portoghese, il santuario, sin dal VI secolo, è stato oggetto di pellegrinaggi e studi da parte di numerosi ricercatori nazionali ed esteri, soprattutto a partire dal XVIII secolo fino ai giorni nostri.
Il santuario è costituito da un complesso di tre grandi massi, sui quali sono stati aperti numerosi pozzi di varie dimensioni, a cui è possibile accedere tramite una scala scavata nella roccia.
Le rocce sono state incise con alcune iscrizioni, tre in latino e una in greco, le quali descrivono il rituale che veniva celebrato Panóias. Le tre grandi rocce mostrano tracce di templi che originariamente erano parte del santuario.
Si stima che la costruzione del luogo sacro sia iniziata tra la fine del II secolo a.C. e l’inizio del III secolo d.C., ma alcuni ricercatori credono che il santuario abbia origini molto più antiche, forse addirittura da far risalire alla preistoria.
Anche se il sito è stato utilizzato dai romani per scopi rituali, come parrebbero indicare le scritte il lingua latina, nulla prova che siano stati essi a costruire il tempio. Anzi, le modalità di costruzione e di lavorazione della roccia sono molto più simili alle tecniche viste in siti precolombiani dell’America Centrale e dell’Antico Egitto.
Il ricercatore Geza Alföldy, il più impegnato nello studio del sito, ha tradotto le iscrizioni incise sulle rocce, rivelando la testimonianza di un antico rito di iniziazione celebrato nel nome delle divinità infernali.
I requisiti del sito sono identificati come parti di una legge sacra, tra cui la posizione precisa. La scelta del posto non è stata casuale, ma piuttosto il risultato di criteri specifici e stabiliti in precedenza. La topografia del luogo ha giocato un ruolo importante.
Secondo la ricostruzione di Alföldy, il culto romano nel santuario di Panóias è stato introdotto da Calpurnio Rufino, un alto funzionario del governo romano della provincia, innestandolo su un culto indigeno molto più antico.
L’ipotesi più accreditata è che sia il tempio sia stato utilizzato per il culto diEndovelicus, una divinità dell’Età del Ferro, venerato in epoca pre-romana e romana in Lusitania e Gallaecia. Dopo l’invasione romana, il culto si diffuse per la maggior parte dell’impero, entrando così a far parte della mitologia romana.
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Endovelicus era considerato un dio solare supremo di guarigione. Alcuni ricercatori pensano che fosse una divinità bivalente, buona e cattiva, con un lato positivo e uno infernale, in quanto tutti gli dei solari scesero agli inferi e ne tornarono dotati di poteri di guarigione.
Dopo aver partecipato ai riti di iniziazione, la persona che dormiva nel santuario riceveva in sogno la visione di Endovelicus, con il quale poteva parlare per conoscere il proprio futuro o chiedere consiglio.
Nel 19° secolo, António da Visitação Freire ha suggerito che il nome Endovelicus sia di origine celtico e fenicio, adattato poi alla lingua romana. La radice “end” in lingua celtica corrisponde al fenicio “bel”, e significa Signore; la parola originale celtica doveva essere “Andevellicos” che significava “molto buono”.
Il santuario di Panóias ancora una volta dimostra quanto sia carente la nostra comprensione della storia antica. Questo antico sito pagano, fortemente apprezzato dai romani, rivela un lato enigmatico e ancora poco conosciuto della nostra vecchia Europa.

mercoledì 3 dicembre 2014

Tra spirali, Labirinti e danze sacre

C’è un simbolo antichissimo che accompagna l’uomo da sempre. Esso accomuna  moltissimi popoli  che, teoricamente,  non dovrebbero avere avuto contatti tra di loro. Il simbolo è quello della spirale e della sua evoluzione in labirinto. Lo troviamo  in forma più o meno evoluta in tutti i continenti  in sculture, bassorilievi, petroglifi, dipinti etcc..  Dovunque esistono miti e leggende, favole, architetture e giardini che fanno riferimento  e questo  simbolo.

Le rappresentazioni dei labirinti in tutto il mondo presentano da sempre una struttura omogenea contenente  un cammino a spirale che porta fino al centro.

La forma di base è una croce circoscritta in un cerchio, generata dal movimento intorno al centro. La croce simboleggia la terra , il cerchio  è il simbolo del sole dell’universo, del macrocosmo.
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Una teoria molto accreditata  lega l’immagine della spirale  al  culto della Dea Madre che rappresenta il mondo sotterraneo. Le grotte sono i luoghi di culto della dea e la spirale rappresenterebbe anche il mondo sotterraneo. Le caverne sono viste  come le viscere della dea, in particolare  l’utero  con le sue capacità riproduttive e per analogia la spirale rappresenterebbe  le viscere umane. A  sostegno  di questa versione però non ci sono dei riscontri tangibili e si tratta  piuttosto di una collegamento legato  al fatto che entrambi questi simboli sono stati riscontrati in varie culture sparse in giro per il mondo, che non avevano tra loro  legami spiegabili.  Resta il fatto che questo simbolo (o simboli) devono rappresentare qualche cosa di importante e da approfondire perché la loro diffusione geografica e quella temporale sono i sintomi di qualche cosa che non siamo fino  ad oggi è riusciti a decifrare.
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l labirinto è un archetipo molto importante e rappresenta il viaggio iniziatico, l’evoluzione dell’uomo, la discesa agli inferi e la ricerca della conoscenza. E’ Il percorso all’interno della dea, all’interno dell’utero per giungere all’origine della vita,  all’unità primordiale all’origine del Tutto. Nella mitologia e nella letteratura antica la “ discesa agli inferi “è un motivo ricorrente . Tra i viaggi più celebri ricordiamo il viaggio di Persefone, rapita da Ade e trattenuta negli Inferi,  il viaggio senza ritorno di Euridice, l’amata sposa di Orfeo. Nell’Ade scendono Teseo, Eracle e persino Dioniso che si cala nell’Oltretomba per ritrovare la propria identità divina. Anche Ulisse scende nell’Ade per apprendere quale destino lo aspetta. Ulisse mortale scende negli inferi, vivo di una nuova vita, rinato dopo l’esperienza concessa a pochi. Alcuni secoli prima questa sorte era toccata a Innana la Signora del Cielo e a  Gilgamesh, l’eroe babilonese che combattee contro Khubaba mostruoso gigante con la testa di toro e il volto formato da viscere. Le viscere sono collegate al concetto di labirinto, e non a caso in alcune tecniche divinatorie il responso favorevole o meno dipende dai rigiri delle budella.
Nel mito di Teseo e il minotauro Il “cuore” del labirinto assomiglia ad un utero materno “rigeneratore” e il filo di Arianna ad un cordone ombelicale. Il minotauro è un embrione , un germoglio nel ventre della madre, un ombra inquietante con cui ciascuno è chiamato a confrontarsi. Il ritorno alla luce rappresenta una nuova nascita.
spirlab4Il termine labyrinthos è greco (si è ipotizzato che l’etimo del termine labirinto sia lo stesso del termine labra, che in greco significa nascondiglio), ma ha sicuramente origini più antiche. In epoca più recente il termine labirinto  viene associato ai termini  latini  labor intus, che significa “lavoro interiore” infatti rappresenta  il  lungo e difficile cammino dell’iniziato alla ricerca continua del “centro“, dell’ asse cosmico che corrisponde a una sacra geografia interiore.  I primi testi che parlando di labirinti sono di autori come Erodoto, Strabone, Diodoro e Plinio il vecchio. Tuttavia, l’età del labirinto e le sue origini non sono chiare infatti ne troviamo traccia dal caucaso all’india fino in Indonesia. In forme alterate anche in Polinesia e in tempi moderni  presso gli Indiani del nord del Messico  fino al Mato Grosso. Uno dei primi labirinti costruiti dall’uomo di cui si abbia notizie  fu quello del Lago di Deride nel Fayuum. Erodoto, autore del 5° secolo a.C., afferma che al suo tempo il labirinto era antico già di 1300 anni e così lo descrive scrive nella sua opera:
 
«Ed io ho visto; è superiore a qualsiasi cosa si possa dire in merito; già le piramidi sono al di sopra di ogni possibile descrizione, ma il Labirinto vince il confronto anche con le piramidi».
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Il biblista Flavio Barbiero esprime l’avviso che proprio in quel labirinto Mosè avesse partecipato alla sua cerimonia di iniziazione. Nel mito greco il labirinto è una prigione da cui non si può fuggire come il dedalo di  Minosse, nell’Eneide nasconde l’entrata dell’Ade. L’arte tantrica vede nel labirinto l’aspetto mentale dello spirito (e l’immagine appunto ricorda il cervello umano).
L’antico dedalo egizio riflette la struttura dell’universo.
Gli indiani D’America pensano che sia il passaggio da cui emersero ed entrarono nel mondo i loro antenati.
Nell’antico calendario di Tiahuanaco come quello di Cnosso si ricollega la struttura del labirinto a quella del tempo.
In India il labirinto è collegato alla tradizione del Mandala. In questo caso lo Yogi costruisce il labirinto come un novello Dedalo, e poi come Teseo lo decospirlab6difica e lo usa per sfuggire alla sua prigionia  dall’illusione del  Maya. Per l’uomo medioevale il labirinto  rappresenta la via di un pellegrinaggio. Proprio per questo in numerosissime chiese d’Europa (praticamente in tutte le cattedrali gotiche) si trovano svariate rappresentazioni di labirinti raffigurate sulle pareti o sul pavimento. Qui di seguito il tracciato del labirinto posto nel lato più piccolo della cattedrale di Lucca dedicata a San Martino  difficile da scoprire.E’ volutamente nascosto quasi a sottolineare il suo enigmatico simbolismo. E’ accompagnato da una scritta: ” Questo è il labirinto costruito da Dedalo cretese dal quale nessuno che vi entrò potè uscire, eccetto Teseo aiutato dal filo d’Arianna.”
Il simbolo del labirinto, legato alla figura di Salomone si trova anche raffigurato sul frontespizio di alcuni manoscritti alchimici e fa parte delle tradizioni magiche attribuite a Salomone. Il passaggio attraverso il labirinto è definito dagli esoteristi “spirale della vita”, e simboleggia il passaggio dalle tenebre alla luce . Ed è proprio alspirlab7l’interno dei labirinti che gli antichi collocavano quei santuari ove si svolgevano le cerimonie di iniziazione. Chi entra nel labirinto è in cammino per la sua destinazione finale: il centro il nucleo del suo essere. L’uomo in cammino nel labirinto si avvicina al centro per esserne poi allontanato subendo cosiì un processo di maturazione, nel corso del quale viene messa alla prova la sua volontà e perseveranza. All’interno dello spazio chiuso del labirinto, cioè in se stesso, si possono conciliare la croce dell’uomo terrestre e il cerchio dell’eternità.
Forse il più noto percorso  iniziatico che utilizza l’archetipo della spirale  è Il viaggio di Dante nella Divina Commedia. Si tratta di  un viaggio a spirale dove  i gironi sono dei cerchi concentrici e Dante passa da un cerchio più largo a quello più stretto. Dante racconta che si aggiungono strade sbagliate per confondere chi non è degno e per occultare la strada come nella selva oscura che è equivalente ad un dedalo. All’interno della selva non a caso la diritta via è smarrita. Dante trova finalmente la via guidata da Virgilio e si ha il passaggio dal dedalo al labirinto e dal labirinto alla spirale, perché il percorso di Dante  può essere considerato spiraliforme. L’evoluzione o meglio l’involuzione è stata da spirale a labirinto e per tornare al centro si deve passare dal labirinto alla spirale ovvero il passaggio inverso, all’interno del labirinto bisogna trovare la via diritta. Il ricordo di unspirlba8a via privilegiata, di una strada maestra che permetta di giungere al cuore dell’uomo.
I problemi della vita appaiono spesso all’uomo comune come un intricato labirinto, nel quale è difficile imboccare la giusta direzione, se non dopo aver compiuto molti tentativi ed errori ed averne pagato le conseguenze. Se si potessero però vedere le cose da altri punti di vista, ad esempio salendo di una piccola altura, il labirinto rivelerebbe subito la sua ingannevole struttura, e sarebbe molto più facile trovare l’uscita.
Il labirinto si presenta come una rete di meandri apparentemente senza fine, almeno fino a quando non si comprende che tutto ciò porta ad uno scopo e si riconosce l’unico cammino che conduce al centro. Nel labirinto il cammino termina al centro. Dunque il labirinto è la via interiore che bisogna trovare e percorrere fino al centro. Per trovarla occorre uscire dagli stereotipi della comune percezione. L’uomo non iniziato, ancora completamente chiuso nei propri schemi mentali, è intrappolato in un labirinto, ed incapace di vedere il percorso. L’iniziato gradualmente può riuscire ad elevarsi e vedere la strada in maniera più chiara riuscendo a trovare la via verso il centro.
spirlab9Collegate al labirinto troviamo le danze sacrali. Ogni danza antica aveva carattere ritualistico. Si parla delle danze di Teseo anche nell’Iliade. Queste danze sarebbero la rappresentazione da parte dell’eroe ateniese e dei fanciulli  che erano con lui della storia, della celebrazione della vittoria all’uscita dal labirinto. I danzatori  si tenevano per mano o tenevano un filo (vedi filo di Arianna) e ondeggiavano lungo linee sinuose, avvolgendosi come una spirale e svolgendosi in linea retta rappresentavano l’entrata e l’uscita dal dedalo.
Iniziavano dalla sinistra (male) verso destra (bene). La danza è anche detta “ danza delle gru”  forse ad indicare il volo verso l’alto (libertà) o i movimenti degli uccelli. Il tema della danza sacra è  molto vasto si trova nei pellerossa, nelle Antille, tra i Maya, in Cina, in India, in Africa (Zulu) . Tutte le danze nel mondo antico erano sacrali, e ancora oggi di queste danze resta il ricordo in danze siciliane (il missionari), presso i pellerossa e nelle  danze funebri in Corsica.
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Nei riti praticati dagli sciamani si usa spesso  il ballo per raggiungere la  trance per  poter parlare con gli spiriti. Si può ipotizzare che siano esistiti tipi di ballo che seguivano il percorso della spirale per raggiungere la  trance ballando  lungo la spirale in tondo. Un po’ come i Dervisci che ballano freneticamente roteando su se stessi, ma aggiungendo un movimento di avvicinamento  al centro.
spirlab12Il  ballo verso il centro  rappresenta il viaggio verso il centro occulto dell’uomo, all’interno delle viscere, nel cuore, centro spirituale dell’uomo che lo pone in contatto con la divinità. Come  nelle moderne scuole di ballo sul pavimento sono disegnati i passi da eseguire, così la spirale poteva servire agli sciamani per eseguire i loro balli e giungere alla trance.
La trance sciamanica è un modo per comunicare con l’oltremondano e può essere considerato una sorta di viaggio. La spirale rappresenta il mondo sotterraneo proprio perché rappresenta le viscere, ed il ballo lungo la spirale è una sorta di viaggio verso il mondo inferno per poi ri-“uscire” a “riveder le stelle”. Nella penisola salentina, in Puglia esistevano fino a pochi decenni fa il fenomeno delle tarantolate ovvero di donne che pizzicate da un fantomatico ragno, la tarantola, sono percorse da spasmi che le costringono a un ballo irrefrenabile che spesso termina nei pressi di un luogo sacro. Nonostante le spiegazioni sociologiche è evidente il legame con i culti della Dea Madre perché il ragno è un animale sacro alla dea ed il ballo non che può che essere il ricordo di un rito sciamanico che prevedeva il ballo e la musica per ottenere la trance come succede tuttora in alcune popolazioni o nel caso dei Dervisci già citato.
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Il fascino del labirinto non ha lasciato indifferenti neanche gli studiosi e  scrittori  moderni, da Jung a Kafka a Youce, da Roussel a Borges fino ad Eco e Calvino  che hanno riconosciuto nel dedalo un’immagine efficace per descrivere il mondo.

lunedì 1 dicembre 2014

Trovata Base ET sui monti Bucegi in Romania

Il mistero dei Monti Bucegi

L’articolo è stato pubblicato il 30 novembre 2010, alle ore 11:11.
E' stato migliorato e rettificato nel maggio 2013.

I. Breve Introduzione

Nell’estate del 2003, in una zona inesplorata dei Monti Bucegi, una squadra di Zero Department (una sezione top secret del Servizio di intelligence rumeno – SRI), fece una scoperta epocale, che potrebbe cambiare completamente il destino del genere umano.
Gli Stati Uniti d’America esercitarono pressioni diplomatiche colossali sul governo rumeno, che mira a divulgare i risultati a tutto il mondo. Le implicazioni sono diventate molto più complesse a causa della brutale interferenza dell’Ordine degli Illuminati, che ha cercato di prendere il controllo sia del luogo della scoperta, che della spedizione esplorativa congiunta rumeno-americana.
L’esperto di fenomeni strani, e anche il capo delle operazioni per lo Stato rumeno, Cezar Brad, è l’eroedegli eventi sconvolgenti che si sono verificati sui monti Bucegi. Ha avuto anche due incontri memorabili con un rappresentante di primo piano degli Illuminati, e membro top del Bilderberg.

II. Una strana visita dal più potente iscritto al Bilderberg

Nel maggio 2003, Cezar fu visitato da un personaggio molto importante. La richiesta di incontro era giunta attraverso lo SRI, a seguito di intervento da parte del governo. La persona era uno straniero, ma parlava la lingua rumena molto bene. Era anche in familiarità con il paese. Il SRI aveva informato Cezar che il visitatore era un membro di alto rango di una importante loggia massonica in Italia, era un nobile, e aveva un’influenza finanziaria molto forte in Romania. Anche la sua influenza politica era molto elevata, dal momento che egli era in grado di penetrare il muro di agenti SRI e raggiungere il DZ.
Cezar sentiva una pressione elevata e un peso intorno a questa persona. Era circondato da una nuvola di pesanti radiazioni sgradevoli che nascondeva le sue vere intenzioni. Per questo incontro, Cezar si era preparato accuratamente, isolandosi in una stanza e cadendo in uno stato di profonda meditazione, per conoscere meglio la persona.
Un elicottero SRI portò questo arrogante, alto signore, che indossava un abito nero. Aveva un bastone con manico in avorio e intarsi in oro. Il suo volto esprimeva la durezza e gli occhi verdi avevano un effetto strano, che irradiava freddezza insolita. Si presentò come Signor Massini (probabilmente non è il vero nome). Era molto sicuro del suo potere e creò l’impressione di una persona che era abituata a dare ordini.
Era il capo di una delle più importanti logge massoniche d’Europa e anche a una delle più influenti organizzazioni massoniche in tutto il mondo: il Gruppo Bilderberg.
Massini fu molto diretto e dichiarò che gli esseri umani sono di due tipi: quelli che possono essere manipolati e governati (che costituiscono la maggioranza), e quelli che hanno certe virtù e personalità forti. Disse che il suo gruppo è parte del più alto ordine massonico ed era molto interessato al risultato della discussione.
Mister Massini ha spiegato che il gruppo Bilderberg non è una loggia massonica, ma significa molto di più. Ha detto che le caselle sono solo facciate e il potere reale è molto superiore al trentatreesimo livello gerarchico. Massini invitò Cezar ad unirsi al gruppo, facendogli capire che avrebbe avuto molti vantaggi. Secondo Cezar, Massini era fisicamente e psichicamente forte, cosa che contrastava con la sua età. Purtroppo per lui, il suo potere era stato centrato su un ego enorme, su arroganza e senso di superiorità sul resto.
Massini informò Cezar che glielo chiedeva personalmente, usando la sua influenza politica, perché era stato colpito dal potere psichico di Cezar.

III. Le spie del Pentagono con i satelliti

Un satellite del Pentagono usato per spionaggio geodetico, basato su tecnologia bionica e le onde di forma, ha scoperto nel 2002 una unità separata in una specifica area dei Monti Bucegi. Lo spazio vuoto all’interno della montagna non aveva alcuna corrispondenza con l’esterno, e sembrava essere stato scolpito da dentro, da esseri intelligenti.etbase
Non era sicuramente una grotta. La scansione via satellite della montagna aveva rivelato due grandi blocchi energetici. Queste barriere erano state fatte di energia artificiale. Il primo era come un muro energetico, che bloccava l’accesso al tunnel, mentre la seconda era a forma di cupola (o emisfero), ed era situata all’estremità opposta del tunnel, vicino al centro della montagna.
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Massini era sicuro che all’interno della cupola avrebbero scoperto qualcosa di estremamente importante.  Aveva una profonda conoscenza circa l’origine di questa scoperta e aveva saputo dell’esistenza di almeno un elemento situato all’interno della grande sala semisferica. Il tunnel e la cupola erano stranamente allineati con le formazioni rocciose dalla cima della montagna, nota come “Babele “e la” Sfinge di Bucegi “.

IV. Una struttura simile in Iraq

La squadra del Pentagono osservò che la barriera di energia emisferica aveva la stessa frequenza vibrazionale e la stessa forma di un altra struttura sotterranea top secret che avevano scoperto prima, vicino a Baghdad, Iraq. Poco dopo questa scoperta, era scoppiata la guerra in Iraq e dopo pochi mesi, gli americani hanno avuto accesso al più grande segreto nella zona, del quale gli iracheni non sapevano nulla.
Massini spiegò a Cezar che il contenuto di questa scoperta aveva a che fare con il misterioso passato della Terra e la storia delle loro organizzazioni segrete. Quando l’indagine del Pentagono aveva osservato le somiglianze tra la struttura sotterranea di Baghdad e quello dei Monti Bucegi, Massini e la sua loggia massonica era diventato estremamente agitato. Inizialmente, erano quasi in preda al panico. Il panico era dovuto al fatto che questa struttura era molto più grande e più complessa di quella dell’Iraq.
Sia sul territorio della Romania (A quanto pare, la Romania è probabile svolga un ruolo importante nella caduta delle società segrete che controllano il mondo e schiavizzano l’umanità. È stato anche suggerito che da qualche parte sopra le montagne Bucegi, si trova una piramide energetica, che è invisibile ad occhio nudo, e contiene la vera storia del nostro pianeta. Si può immaginare il loro panico).
Massini ha portato al sito di perforazione un sofisticato, ultracomplesso trapano da roccia, utilizzato dai militari degli Stati Uniti. Il dispositivo utilizza un forte getto di plasma e una specie di campo magnetico rotante, e letteralmente scioglie la roccia senza sforzo visibile.

V. I segreti dei monti Bucegi – Anno 2003

Furono in grado di arrivare dopo una penetrazione di circa 60-70 metri di distanza alla prima barriera energetica, e raggiungere la prima galleria, che sembrava un tunnel della metropolitana.
Le sue pareti erano perfettamente levigate.
Alla fine del tunnel c’era un massiccio cancello di pietra, protetto da una barriera energetica invisibile. Tre membri della prima squadra di intervento speciale cercarono di toccare la porta, e subito morirono di arresto cardiaco. Qualsiasi oggetto (pietra, plastica, metallo o legno) veniva gettato alla barriera, era subito trasformato in polvere fine. Due generali del Pentagono e il consigliere del presidente degli Stati Uniti arrivarono ​​sul posto.

VI. La Grande Galleria

Al di là della barriera di energia formidabile, che aveva causato la morte di tre persone, c’era anche il cancello di roccia solida. Sulla parete della galleria, proprio di fronte al cancello, c’era un’area di 20 cm quadrati, sulla quale c’era appunto disegnato un triangolo equilatero rivolto verso l’alto. La piazza era situata tra l’enorme cancello di pietra e la barriera di energia invisibile.  Cezar sentiva che c’era un qualche tipo di compatibilità tra la barriera energetica e se stesso, qualcosa di simile a una reciproca “simpatia”. La sua mano sfiorò la superficie della barriera energetica e sentì un formicolio sulla pelle. Lo scudo era completamente innocuo per lui, così fece un passo in avanti, passando proprio attraverso di essa.
I funzionari degli Stati Uniti erano assolutamente storditi.  Cezar stimò la barriera essere non più di un centimetro di spessore.  Toccò il disegno triangolare situato al centro della piazza, e la porta di pietra gigantesca silenziosamente scivolò a sinistra, nella parete. Questo comando annullò anche  la barriera energetica, dando loro accesso a una stanza enorme, che fu poi chiamata “Grande Galleria”. Anche se non vi era alcuna fonte di luce visibile, la Grande Galleria era perfettamente illuminata.  Dopo aver spento la prima barriera energetica, l’enorme scudo emisferico all’altra estremità della stanza, improvvisamente si sintonizzò su una vibrazione più elevata e iniziò ad emettere radiazioni più elevate.
Su una più attenta analisi, il muro all’interno della Grande Galleria sembrava sintetico ma si sentiva anche come se qualcosa di organico era parte di esso. Aveva il colore del petrolio, ma i riflessi erano verdi e blu.  Dopo i test hanno rivelato che il materiale del muro era un po ‘ruvida al tatto, ma non potrebbe essere graffiato o piegato. E aveva resistito a qualsiasi tentativo di romperlo, forarlo o tagliarlo. Più tardi, gli scienziati hanno cercato di bruciare il materiale, ma in un modo misterioso, le fiamme sono state in qualche modo assorbite all’interno di esso, lasciandolo intatto.
Gli scienziati americani hanno convenuto che il materiale è una misteriosa combinazione di materia organica e inorganica. Dopo 280 metri, la galleria piega improvvisamente a destra in un angolo acuto. Più avanti si può vedere una luce blu, frizzante. La luce blu alla fine della galleria era il riflesso dello scudo protettivo: Energia.

VII. Una base simile In Iraq

Il consigliere degli Stati Uniti su questioni di sicurezza nazionale aveva ricevuto una chiamata e gli era stato notificato che lo scudo energetico da Baghdad, Iraq, era stato improvvisamente attivato, ed erastato anche fatto pulsare ad una frequenza più elevata. Di fronte allo scudo da Baghdad, era apparso un ologramma del nostro pianeta, che in modo sequenziale e progressivamente aveva raffigurato il continente europeo, per poi trasferirsi a sud-est, poi aveva mostrato i Monti Bucegi in Romania e, infine, aveva mostrato la propria posizione all’interno corridoio della struttura. Era ovvio che i due scudi di energia emisferici erano in una connessione diretta.
Sostanzialmente, nella base irachena era stata notificata la presenza di persone all’interno della base rumena.
La cattiva notizia era che alla presidenza degli Stati Uniti era stato notificato tutto questo e aveva contattato la diplomazia romena. Se in pochi minuti, l’intera operazione fosse stata comunicata, il piano del Signor Massini sarebbe andato in malora. La Presidenza degli Stati Uniti aveva chiesto di prendere il controllo della base segreta e dell’intera operazione. I politici romeni, che non sapevano nulla dell’operazione segreta che stavano subendo, erano in preda al panico. I Generali presenti sulla scena del Pentagono, erano stati informati che Washington aveva chiesto un incontro urgente.

VIII. CSAT (Supremo Consiglio di Difesa) Emergency Meeting

Una sessione di emergenza del Consiglio di Difesa Supremo (CSAT) aveva creato una grande ondata di simpatia per il Dipartimento Zero. La maggior parte fu scosso dalla notizia che avevano ricevuto. La decisione del CSAT era di continuare la ricerca, ma sotto il controllo completo di Dipartimento Zero. Avevano anche chiesto un inventario di tutto quello trovato nella Great Room. A Bucarest (capitale della Romania), gli ordini arrivarono a ondate, annullandosi a vicenda.
Alcuni erano molto veementi e rigorosi, mentre altri sfuggenti, cosa che denotava l’enorme tensione.  Membri del CSAT erano in sessione continua, tenendosi in contatto con il team di Bucegi Mountains. Dopo aver discusso tutto per ore, avevano deciso di rendere pubblica la scoperta. Il governo rumeno intendeva fare una dichiarazione formale a tutto il mondo. Alcuni membri CSAT si erano opposti con veemenza alla decisione.

IX. Dichiarazione ufficiale della Romania

Quando la diplomazia degli Stati Uniti fu informata che la Romania voleva divulgare le scoperte, tutto si sintonizzò nel caos. Il Presidente fu chiamato per una conversazione telefonica diretta con la Casa Bianca. In poche ore, gli USA avevano bloccato tutte le transazioni finanziarie con la Romania e il suo accesso a tutte le altre istituzioni finanziarie. LA Romania stava per dichiarare “stato di emergenza” nelle montagne Bucegi e la capitale.
I colloqui tra i funzionari degli Stati Uniti arrivarono ​​a Bucarest e il Dipartimento di Emergenza romeno ebbe luogo senza un traduttore. I funzionari degli Stati Uniti furono verbalmente violenti, sempre gridando e proferendo minacce per la Romania ed i suoi funzionari.  La divulgazione ufficiale della Romania al mondo avrebbe fornito prove fotografiche e quant’altro indispensabile per un completo chiarimento. Importanti scienziati e ricercatori provenienti da tutto il pianeta dovevano essere invitati per approfondimenti.
Ma, soprattutto, avrebbe rivelato la verità sul passato remoto dell’umanità e la storia vera. Che secondo quanto Cezar vide all’interno della Grande Galleria, è quasi interamente contraffatta.
La reazione del governo degli Stati Uniti era così brutale, perché la divulgazione avrebbe frantumato la loro influenza globale e il loro potere, in un istante.  La ragione ufficiale citata dagli Stati Uniti, non era quello di creare panico nel mondo, ma essi avevano omesso di riconoscere che l’attuale stato di angoscia globale è un risultato diretto della menzogna deliberata e la manipolazione condotta dalla massoneria e altre società segrete, per millenni.
Vi fu anche un intervento del Vaticano (se vi chiedete come mai il Vaticano ha saputo di questa scoperta, allora dovete sapere che sono al vertice della piramide di controllo del mondo, e la loro pietà religiosa è solo una facciata – leggi:  I più oscuri segreti del Vaticano ), in cui il Papa chiamò alla moderazione prima di questo grande, fondamentale, passo per l’umanità!  Il Papa promise di mettere alcuni documenti a disposizione dello stato romeno dall’antico Archivio Segreto Pontificio, che erano di grande importanza per la Romania. I documenti sono stati di conferma delle scoperte (sì, è così potente un Papa). Dopo 24 ore di trattative, si verificò un accordo definitivo tra la Romania e gli Stati Uniti.
Lo stato romeno decise di rinviare la divulgazione, e presentare gradualmente tutto ciò al popolo.

X. La sala di proiezione

La Grande Galleria finiva bruscamente con un auditorium gigante, 30 metri di altezza (98,5 piedi) e una lunghezza di 100 metri (328 piedi). La sala di proiezione era di dimensioni più piccole ed era protetta da uno scudo energetico. Avanzando verso lo scudo, una porzione di esso scomparve, formando una porta e consentendo l’accesso al suo interno. Lo scudo proteggeva la stanza da ogni influenza esterna. Una volta dentro la stanza, lo schermo è diventato compatto e sembrava un muro bianco-dorato.salaproiezione
In sostanza, faceva da scudo a questa camera a forma di cupola, con pareti curve e soffitto. In fondo alla stanza, ad una altezza di circa un 10-12 metri (33-39,5 piedi), lo scudo terminava dove toccava il muro di pietra della stanza. In questa parete c’erano tre enormi buchi a tunnel: uno si trovava davanti a sé, e gli altri due erano simmetrici su entrambi i lati. Essi erano illuminati da una luce diffusa in una dominante verde. Entrambe le parti decisero di vietare l’accesso a questi tunnel e un protocollo è stato firmato tra di loro.

XI. Tavoli per giganti

Una serie di grandi tavoli in pietra erano disposti lungo le pareti destra e sinistra (cinque per lato), seguendo la loro curvatura. I tavoli erano alti circa 2 metri (6,6 piedi).  I piani avevano precisione di taglio in diversi rilievi, segni di una scrittura sconosciuta e personaggi che assomigliava antico cuneiforme. La scrittura conteneva anche i simboli più generali, come triangoli e cerchi. Anche se i segni non erano stati dipinti, emanavano una luce fluorescente che irradiava in diversi colori, diversi per ogni tavolo.
Su alcuni dei tavoli c’erano diversi oggetti, che sembravano essere strumenti tecnici. Da molti di questi strumenti, cavi traslucidi bianchi scendevano a terra, ed entravano dentro lucide scatole rettangolari come d’argento. Queste scatole erano state collocate direttamente sul pavimento. A un esame più attento, i cavi erano estremamente flessibili e leggeri, e impulsi di luce potevano essere visti circolare lungo la loro lunghezza.
Ogni volta che qualcuno si avvicinava i tavoli, una proiezione olografica si attivata automaticamente, presentando aspetti di un particolare campo scientifico. Le immagini tridimensionali erano perfette e avevano un’altezza di circa due metri e mezzo (8,2 ft).  Le proiezioni erano state automatizzate e avviate da loro stessi, ma allo stesso tempo erano interattive, e modificate secondo le indicazioni date toccando la superficie dei tavoli.

XII. Una grande scoperta: Combinazioni di DNA olografici tra specie extraterrestri

A causa della grande altezza dei tavoli, gli scienziati hanno usato treppiedi speciali per salire ad una altezza confortevole. Ad un esame più approfondito hanno osservato un materiale vetroso scuro che copriva i tavoli.Il materiale era stato suddiviso in diverse grandi piazze, delimitate da linee rette, che formavano una specie di griglia.Una delle tabelle conteneva informazioni dal campo della biologia, e si proiettano immagini di piante e animali, alcuni dei quali erano completamente sconosciuti al gli scienziati.
Dopo aver toccato uno dei quadrati, è stato attivato un ologramma che presenta la struttura del corpo umano. L’ologramma era costantemente in rotazione, evidenziando varie zone del corpo umano. Toccando altri quadrati attivati ​​proiezioni olografiche di esseri extraterrestri, da altri sistemi planetari.
Contemporaneamente toccando due diverse piazze, è stato proiettato un analisi scientifica complessa, che mostrano il DNA di entrambe le specie, e le possibilità di compatibilità tra i due. Sui lati, in linee verticali, non ci sono stati scritti spiegazioni nella stessa, alfabeto alieno. Al termine della simulazione, veniva visualizzato un incrocio tra le due specie.

XIII. Veri giganti

A giudicare dalle dimensioni di tutti gli oggetti all’interno della sala di proiezione, i creatori del edificio erano probabilmente esseri molto alti. Una conferma del gigante umanoide scheletri trovati in Romania potrebbe essere trovato in un giornale chiamato “Il Giornale”:   ” Il team del giornale è accompagnato da ricercatore Vasile Rudan, che ha notato che la gente del villaggio Bozioru hanno dati concreti:. un cimitero con scheletri di giganti ‘stato scoperto per caso più di 20 anni fa, quando le autorità hanno deciso di piantare alberi di mele nel villaggio di Scaieni. Scavando su una collina, gli abitanti del villaggio hanno scoperto enormi scheletri, che misura più di 2,40 m (7 ft 10 in).
Dragoi Ilie, uno di quelli che ha lavorato nel meleto, ci portò al posto. Il signor Ilie ci mostrò intorno al frutteto: ‘Ovunque vi sono tombe di giganti. Stavamo facendo fori, per piantare alberelli, quando abbiamo trovato una testa umana grande come una zucca.Nessuno di noi aveva mai visto niente di simile ed eravamo tutti stupiti. Scavando ulteriormente… , abbiamo trovato alcune ossa dei piedi, grandi come il pali da vigna. L’unico morto doveva essere molto grande. ‘”

XIV.La Biblioteca Universale

La Sala di proiezione conteneva informazioni dettagliate da campi come: fisica, cosmologia, astronomia, architettura, tecnologia, biologia, genetica, e persino la religione. Perché conteneva così tante informazioni, la camera è stata confrontata ad una libreria. Nel centro della stanza, c’era una zona simile a un podio, che conteneva un interessante dispositivo. Gli scienziati hanno ipotizzato che sarebbe stato un dispositivo per migliorare le varie funzioni cerebrali.

XV. Pannello di controllo della Romania

Accanto ad essa vi era un pannello di comando, coperto con vari simboli geometrici, in diversi colori. C’erano anche due leve scorrevoli e un pulsante rosso, al centro del pannello, sopra tutti gli altri comandi. Una simulazione olografica spiegava lo scopo del pulsante. Mostrava una immagine dei Carpazi come vista da 25 km (15,5 miglia) sopra di loro e il prossimo, una quantità enorme di acqua allagato pianure e pianure. Avanti, dai territori della Romania, l’Ungheria e l’Ucraina, più flussi di qualcosa che sembrava acqua, che si dirigeva verso l’altopiano della Transilvania, in forma di enormi fiumi.
L’immagine focalizzata sul territorio della Romania mostrava la maggior parte della sua superficie coperta dalle acque di un grande mare. Alcune delle cime più alte potevano ora essere viste come piccole isole galleggianti. Successivamente, le acque avevano cominciato a ritirarsi, non appena sono stati attivati ​​i pulsanti sul pannello, lasciando affondata solo una piccola area nei pressi della Godeanu montagna Retezat. Un vero e proprio manuale.

XVI. Un Anfora Misteriosa

Dietro il pannello di controllo vi era un piedistallo quadrato, di circa tre metri (9 ft 10 in) per lato, su cui una misteriosa anfora stava riposando. Il Signor Massini ha avuto conoscenza della sua esistenza e, per lui e la sua elite massonica, questa è stata la scoperta più importante. L’anfora conteneva una polvere finissima bianca. I ricercatori erano costernati per scoprire che la polvere era una formula di elevata purezza dell’oro monoatomico, con una struttura cristallina sconosciuta.
La polvere d’oro nella sua forma pura stimola notevolmente alcune onde e scambi di energia a livello cellulare e neurale.Questo provoca un accelerato processo di ringiovanimento. Teoricamente, un uomo può vivere nello stesso corpo fisico per diverse migliaia di anni, a condizione di consumare di volta in volta, una quantità ben definita di polvere d’oro monoatomico. Questo spiega molti aspetti sconcertanti circa l’incredibile longevità di alcune figure importanti e scopre una parte delle intenzioni nascoste della elite globale.

XVII. La vera storia del nostro pianeta

Dietro l’anfora, al centro della piazza, c’era un enorme cupola che proietta ologrammi. È visualizzato i principali aspetti del passato più remoto dell’umanità, fin dal suo inizio. Cezar ha spiegato che secondo le immagini proiettate dal ologramma, circa il 90% della storia ufficiale dell’umanità è falsa e contraffatta.
La teoria evoluzionistica di Darwin è anche corretto. Nel centro della piazza è una grande cupola che proietta un ologramma di parti in movimento. Esso contiene i principali aspetti del passato molto lontano di umanità, fin dal suo inizio.Cezar ha spiegato che secondo le immagini proiettate dall’ologramma, la teoria evoluzionistica di Darwin è completamente falsa.
La vera origine dell’uomo era raffigurata in una forma olografica condensata. Dopo queste lezioni di verità, possiamo dire che il 90% della storia ufficiale dell’umanità è falsa e contraffatta. Incredibile, ma quello che oggi è considerato essere realmente accaduto nella nostra storia, non lo è mai stato, mentre i cosiddetti “miti” e “leggende” sono quasi del tutto veri.  Inoltre, la maggior parte delle teorie archeologiche sono false.
Ad esempio, i dinosauri non si estinsero 65 milioni anni fa, e il vecchio continente di Lemuria e di Atlantide esistevano. Questa strana inversione causò molti problemi e conflitti tra le persone nel nostro passato. Per una corretta datazione degli eventi presentati, una mappa stellare corrispondente a tale periodo venne proiettata sullo sfondo.
Anche se il periodo di tempo coperto dalle proiezioni era molto grande (centinaia di migliaia di anni) e il ciclo di processione della Terra è di 25920 anni, in base al numero di “anni platonici” (il ciclo di 25.920 anni), l’esatta datazione degli eventi è stata possibile. I monti Bucegi sono vecchi di 50-55.000 anni.

XVIII. Rivelazioni scioccanti

Cezar ha visto quello che è successo durante il cosiddetto Diluvio Universale e in cui la civiltà umana ha avuto origine, ma ha deciso di non rivelare questo, siccome le rivelazioni sono troppo scioccanti per la mentalità, le idee e la conoscenza dell’uomo contemporaneo.  Personalmente, penso che la gente come lui sia anche responsabile per l’attuale stato di inconsapevolezza e latenza della specie umana. Siamo stati ingannati e manipolati per millenni, e appena siamo vicini alla verità, qualcuno decide che non siamo ancora pronti ad ascoltare. Questo è un approccio arrogante e egoista! Se le persone non sono pronte oggi come lo saranno mai, e prima la verità verrà rilasciata, meglio sarà.
Avere più pezzi del puzzle li farà accettare la verità più semplice e, soprattutto, faranno convincerli ad agire contro i manipolatori e schiavisti. In seguito ad una inquietante di immagini, è stata presentata anche l’esistenza di Gesù e la sua crocifissione. Le proiezioni hanno rivelato che molti di coloro che hanno assistito alla crocifissione vennero da altri periodi storici.Indossavano lo stesso tipo di abbigliamento, come il resto delle persone, ma le loro caratteristiche facciali erano diverse, di conseguenza, essi erano costantemente con i loro volti coperti.
L’ologramma in frammenti presentava anche la vita spirituale di altri personaggi eccezionali del lontano passato del genere umano, comprese persone di cui non sappiamo nulla.  In quei tempi la distribuzione sociale e la popolazione erano completamente diverse da quello che è conosciuto oggi, quindi gli archeologi e gli antropologi dovrebbero rivedere le loro teorie da zero.

XIX. I tre tunnel misteriosi

I tunnel scoperti sono migliaia di miglia di lunghezza e portano a tre diverse aree del pianeta. Quello nella lasciato collegato alla base rumeno ad una base sotterranea ancora da scoprire da qualche parte in Egitto (che è stato sicuramente scoperto ed esplorato da ora).Il tunnel a destra ha portato a una struttura simile ma più piccolo, nel “tibetano”. Questo tunnel aveva tre ramificazioni secondarie. Uno ha portato ad una zona sotterranea nei pressi della città rumena di Buzaru (vicino al “Carpazi Bend”). Un altro ha portato la base irachena già accennato, mentre la ramificazione finale ha portato ad una base sotterranea nel “deserto di Gobi”, in Mongolia.

XX. Il Terzo Tunnel – Un mondo segreto

Il tunnel centrale era il più importante, sia il Signor Massini che il governo degli Stati Uniti, chiesero fortemente che fosero tenuti segreti al pubblico. Questo tunnel scendeva a profondità estreme verso un mondo sotterraneo vero e proprio, che si trova vicino al centro del nostro pianeta.
Per quelli di voi che non hanno familiarità con la  teoria della terra cava, si prega di notare che ci sono figure importanti che sostengono la teoria che tutti i pianeti sono probabilmente cavi al loro interno, e portano interessanti argomentazioni scientifiche a sostegno delle loro affermazioni.  Inoltre, ci sono alcune storie molto interessanti e belle di persone che avrebbero viaggiato in quel mondo.
Il regno è comunemente noto come Agartha, e il terzo tunnel probabilmente conduceva direttamente ad esso. Ha senso solo che l’élite ombra non era interessata a rendere la scoperta nota al popolo. ( Tasto destro del mouse qui> Apri in una nuova finestra – La collezione completa delle storie di Agartha ).Intensi preparativi erano avviati per le spedizioni all’interno di tutte e 3 le gallerie, come segue:  la prima in Egitto, la seconda in Tibet, e la terza al centro della Terra (Sintesi di eventi dal libro: “Viitor cu cap de mort”, da ” Radu Cinamar “- lo pseudonimo di uno scrittore non rivelato, che a mio parere, non è altro che ex- generale Emil Strainu. Baso la mia dichiarazione sullo stile di scrittura estremamente simile e sul fatto che l’autore ha avuto accesso diretto a questa Super-Top Secret  base aliena, qualcosa che non poteva essere successa a meno che la persona non fosse un insider).
Nel 2009, una televisione locale “Antena 1” ha presentato brevemente questi eventi:

Dopo il programma, che hanno ricevuto un anonimo minaccia di telefono:


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