venerdì 8 agosto 2014

MISTERO IRRISOLTO: KERALA, INDIA, 25 LUGLIO 2001- LA PIOGGIA ROSSA

giovedì 7 agosto 2014

I Nomoli: le sculture aliene

Sono molti i reperti antichi che “minacciano” la storia quale noi la conosciamo, essi sembrano dimostrare l’esistenza di antichissime civiltà molto più evolute di quanto “dovrebbero” essere.

nomoli

Un esempio sono le statuette Nomoli, ossia statuine di esseri che paragonati all’uomo attuale, paiono deformi e/o antropomorfi. Furono scoperti per caso a cavallo degli anni ottanta e novanta del secolo scorso (XX° secolo) e portate alla conoscenza del mondo occidentale dal geologo italiano Angelo Pitoni. Ritrovate per caso in Sierra Leone, e datate ufficialmente intorno al 15 mila a.C. (circa 17 mila anni fa).  Queste statuine furono scoperte in un sito alluvionale dove si stavano estraendo diamanti a circa 12 metri di profondità.
nomoli mali
Tali statuine sono prevalentemente in granito, dato confermato da analisi effettuate dal Museo di Storia Naturale di Vienna e, sono state fatte risalire, dopo un’analisi al C-14, a un periodo compreso tra gli 11.000 e i 12.000 anni ( che si tratti di 17.000 anni fa oppure di 12.000, non cambia la questione di fondo). Un periodo in cui l’uomo non scolpiva granito in forma di statue. Considerando che la più antica arte della Sierra Leone risale a 400 anni fa e quella dell’Africa occidentale risale a non più di oltre 1000 anni fa. I locali indigeni chiamano tali statuine “uomini in pietra come gli angeli che Allah scagliò nell’abisso”. Questo ci porta a una raffigurazione dei mitici “angeli caduti” di cui si parla in varie culture.
La cosa sorprendente, oltre alla precisa fattezza con cui sono state costruite (se si pensa che sono alte appena pochi cm.) è che alcune sono al loro interno  completamente cave, cosa assai improbabile per la tecnologia che la storia attribuisce a quel periodo storico. Ancora più stupefacente è che al loro interno, in alcune di esse, sono state rinvenute piccole sfere d’acciaio, una lega questa (di ferro e carbone) che “ufficialmente” l’uomo ha scoperto solo pochi secoli fa. Com’è possibile dunque che all’interno di queste statuette ci sia stato dell’acciaio, e chi l’ha messo?
Le radiografie alle statuette dimostrano che le sfere di acciaio si trovavano dentro a codesti manufatti quando erano ancora “sigillati”, ossia prima che gli scopritori praticassero dei piccoli fori alla loro base per far uscire questa cosa che sentivano tintinnare all’interno.
nomoli vienna
Alcune di queste statuine sono custodite all’interno del British Museum di Londra e al Musèe de l’Homme di Parigi, dove non sono stati gli esperti, in grado di attribuirle a nessuna cultura africana conosciuta.  Velocemente i “Nomoli” sono stati messi nel dimenticatoio, esattamente come costantemente è fatto nei confronti di tutto ciò che non asseconda la versione ufficiale della storia umana. Come direbbe Charles Fort: sono dati dannati alla scienza. I Nomoli, hanno la caratteristica di avere una grande testa, che appare sproporzionata rispetto al resto del corpo, con occhi prominenti e sfuggenti, tanto che esiste qualcuno che assicura che gli occhi sono simili ai rettili, anche se a onor del vero sembrano avere occhi del tutto umani, seppure abnormi.
E’ da notare anche la rassomiglianza tra “Nomolo” e “Nommo”, nome quest’ultimo che identificherebbe esseri spaziali con scafandro, provenienti da Sirio B e che sarebbero atterrati in un lontano passato, da un oggetto a forma di “uovo”, proprio in quella zona d’Africa. Storia che conoscono e sostengono benissimo i Dogon, appartenenti a una antica stirpe e tribù, che abita tutt’ora la Repubblica del Mali.

martedì 5 agosto 2014

INSOLITA STRUTTURA SOTTOMARINA AL LARGO DI MALIBÙ: BASE SEGRETA O FORMAZIONE NATURALE?

Un'insolita struttura sommersa, situata a circa 6 miglia al largo della famosa spiaggia di Malibù, California, sta facendo discutere la comunità ufologia in rete. C'è chi pensa che sia l'ingresso di una base aliena segreta, chi crede si tratti di alcune vestigia della perduta Atlantide e che ritiene che si tratti solo di una curiosa formazione naturale. Voi che ne pensate?

base-aliena-sottomaria-malibù-california

Circa 6 miglia a largo della costa di Point Dume a Malibù, California, sul fondo dell’oceano, c’è una struttura dall’aspetto insolito.
Sulla base delle immagini ottenute con Google Earth, la formazione sembra mostrare una serie di pilastri su cui poggia un grande pavimento piatto di forma ovale; la combinazione di questi elementi pare essere una sorta di ingresso verso un luogo interno più scuro.
L’anomalia si trova a circa 600 metri di profondità, e il diametro maggiore del tetto ovale misura quasi 5 chilometri. Dunque, cosa stiamo osservando esattamente? Come spesso avviene in questi casi, le opinioni sono molte e contrastanti.
Secondo il sito web del programma radiofonico “Fade to Black” trasmesso in California, l’anomalia potrebbe essere il “Santo Graal” che gli ufologi hanno cercato negli ultimi 40 anni. I curatori del programma radiofonico hanno realizzato un video nel quale si parla ampiamente dell’anomalia.
Jimmy Church, che ospitta “Fade to Black” su Dark Matter Radio Network, ha raccontato all’Huffington Post che lo scorso mese un ascoltatore, che si fa chiamare Maxwell, lo ha contattato inviandogli una curiosa immagine di Google Earth scovata alle coordinate 34° 1′ 23.31″N 118° 59′ 45.64″ W, la quale mostrava qualcosa di strano al largo della costa di Malibù.
Dopo di che, Church ha chiesto al graphic designer Dale Romero di catturare il maggior numero di immagini dell’anomalia da angolature diverse. “La mia prima impressione è stata che si trattava di qualcosa di artificiale, una struttura in stile greco”, racconta Church. “Guardandola dall’alto, la forma dell’ovale è quasi perfetta. In natura, nulla è simmetrico, tutto è eroso e ricoperto di rocce, mentre in questo caso abbiamo un ovale perfetto lungo quasi 5 chilometri”.
Sui forum ufologici è possibile leggere altre interpretazioni dell’anomalia. Alcuni, facendo riferimento a quello che sembra essere un colonnato, hanno ipotizzato che possa trattarsi di una vestigia dell’antica civiltà di Atlantide; altri, invece, riferendosi alla Teoria della Terra Cava, ritengono che possa essere uno degli accessi per Agarthi, il regno leggendario che si troverebbe all’interno della Terra, descritto nelle opere dello scrittore Willis George Emerson (1856-1918).
L’Huffington Post ha chiesto il parere di David Schwartz, geologo della US Geological Survey. “Non vedo nulla di speciale; il fatto che ci sia una superficie piana e poi, sotto di essa, quelle che sembrano una serie di colonne verticali, può far dire a qualcuno che si tratti della porta di accesso a qualcosa di speciale”, dice il geologo.
“Penso sia naturale, ed è una parte della piattaforma continentale”, continua Schwarts. “È solo l’esito di un complicato processo di erosione e, forse, di crolli avvenuti quando il livello del mare era più basso”.
L’Huffpost ha chiesto anche il parere di John Antony West, un egittologo indipendente che ha vinto il premio Emmy per il documentario girato per la NBC nel 1993, il “Mistero della Sfinge”, nel quale lui e il geologo Robert Schoch hanno presentato diverse prove che dimostrerebbero che la Sfinge di Giza potrebbe essere molto più antica di quanto si pensi.
“Le immagini sono un po’ fuorvianti, in quanto sembra che la struttura si trovi sulla spiaggia”, ha detto West osservando le immagini. “Sapendo che si trova a circa 600 metri di profondità, la mia prima reazione è che non fosse artificiale: ho abbastanza esperienza nel distinguere ciò che può essere artificiale da ciò che è naturale”.
“Non tutto sembra artificiale”, continua West. “Quelli sembrano dei veri pilastri, ma sono distanziati in modo non uniforme”. Tuttavia, West non esclude la veridicità del fenomeno UFO. “Sono convinto che gli UFO siano una realtà. Ci sono troppe prove là fuori. Oltre a questo, però, non sappiamo null’altro: chi sono, perchè sono qui, e se hanno rapporti con i nostri governi”.
Dunque, chi ha ragione? La comunità ufologica che ritiene di aver trovato il Santo Graal cercato per oltre 40 anni, oppure la comunità scientifica ortodossa che ritiene si tratti di una bizzarra formazione naturale?
Certamente, la ridda di ipotesi potrebbe trovare una via univoca se si spedisse una telecamera sul fondo per osservare in dettaglio cosa stiamo osservando: la straordinaria fantasia della natura, che modella la Terra in modi del tutto imprevedibili, oppure l’accesso verso un mondo che potrebbe svelarci i segreti dell’Universo o il tesoro perduto di Atlantide? E voi, cosa ne pensate?



Registrata una misteriosa anomalia sulla Luna – il video


Registrata una misteriosa anomalia sulla Luna – il video
Un video incredibile mostra la superficie lunare con alcune onde, come se fossero gli effetti di un ologramma, oppure si tratta di una anomalia dovuta all’atmosfera terrestre che crea questo misterioso e affascinate effetto visivo?
Il filmato è stato registrato in Germania ed è stato girato nel corso di 4 giorni a partire dal 7 luglio 2014. Le riprese evidenziano una sorta di striscia elettrica che puo essere visualizzata da qualsiasi persona in possesso di una videocamera attraverso lo zoom. Quali spiegazioni possiamo dare a questo incredibile fenomeno?
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Quali possono essere le spiegazioni a quest’incredibile fenomeno?
1) Nessuna Luna orbita intorno alla Terra, ma c’è solamente un ologramma che creerebbe l’aspetto della sua presenza. Questa proiezione è piuttosto primitiva dal punto di vista tecnico, a giudicare anche dal fatto che i suoi creatori sono stati costretti a creare solamente una proiezione piatta, ed è per questo motivo che la Luna è girata sempre dallo stesso lato.
2) Un oggetto le cui dimensioni corrispondo alla Luna è presente, ma in realmente quello che vediamo è un ologramma, quindi una sorta di maschera a protezione dell’oggetto. Questo spiegherebbe il fatto che non si va sulla Luna. Probabilmente tutte le nazioni, che hanno inviato satelliti sulla Luna, siano a conoscenza della verità. Sotto l’apparenza di quello che vediamo dalla Terra, c’è qualcosa di profondamente diverso. Perché gli astronomi con telescopi avanzatissimi non riescono a scattare foto qualitativamente ottime della Luna? Perché le immagini della Luna trasmesse sulla Terra hanno una pessima qualità?
A cura di Stefano Sorce

DETTAGLIATO AVVISTAMENTO UFO DA PARTE DI UN EMINENTE SCIENZIATO CINESE NELL’ANNO MILLE


Shen Kuo è stato un geologo, astronomo, ambasciatore, matematico, cartografo, zoologo, botanico, generale, ingegnere idraulico, farmacologo cinese, nonché autore e burocrate della Dinastia Song (960-1279) in Cina. Tra i suoi scritti, che coprono molti argomenti, esiste anche un documento che descrive in dettaglio l'avvistamento di un oggetto volante non identificato.

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Nel 1970, ll professor Zhang Longqiao, del dipartimento cinese del Peking Teachers College, scoprì un brano contenuto in un libro scritto da un famoso scienziato cinese dell’anno 1000, Shen Kuo (1031-1095), nel quale sembra essere registrato in maniera dettagliata un vero e proprio avvistamento UFO.
Il libro, dal titolo “Mengxi Bitan”, è ritenuta dagli storici una fonte autorevole, soprattutto per il fatto di essere stato scritto da Shen Kuo, uno dei più grandi scienziati cinesi del 11° secolo. Kuo, infatti, è stato un astronomo, matematico, geologo, zoologo, diplomatico, ingegnere, inventore, musicista, ministro delle finanze, e altro ancora, vissuto durante il governo della dinastia Song (960-1127).
Nel testo dello scienziato cinese è possibile leggere quanto segue:
“Negli anni dell’Impero Jiayou (1056-1064) un oggetto volante luminoso, simile ad una perla, ha fatto spesso la sua comparsa sulla prospera città di Yangzhou, nella provincia di Jiangsu, soprattutto di notte.
In un primo momento l’oggetto è stato visto su un lago di Tienzhang, nella contea di Anhui, e successivamente sul Lago Pishe, a nord ovest di Gaoyou County nel Jiangsu. Successivamente, fu visto spesso dagli abitanti locali vicino al lago Xingkai.
Una notte, un uomo che vive in riva al lago, nel corso dei suoi studi all’aperto, si trovo di fronte alla perla splendente. L’oggetto aprì la sua porta e una marea di luce intensa, simile ai raggi di sole, schizzo fuori di esso. [...]
La luce bianco-argento intenso era troppo forte per gli occhi umani; la sua intensità era tale da proiettare ombre di ogni albero in un raggio di dieci chilometri. Lo spettacolo era simile al sorgere del Sole. Poi, tutto ad un tratto, l’oggetto è decollato a una velocità tremenda, per poi scendere nel lago come il sole che tramonta”.
“Dopo che la perla fece la sua comparsa nella città di Fanliang a Yangzhou, gli abitanti locali, che l’avevano vista di frequente, costruirono un padiglione sul ciglio della strada, chiamandolo “Il Padiglione della Perla”. Molti curiosi venivano da lontano in barca, in attesa di poter vedere la perla imprevedibile”.
Il professor Zhang è incline a ritenere che questa testimonianza, così chiara e semplice, potrebbe fornire un indizio in grande stile che un oggetto volante proveniente da un altro pianeta è atterrato da qualche parte vicino Yangzhou nell’11° secolo.
È evidente che il racconto di Shen Kuo non si basa su allucinazioni, visioni religiose o cose simili, ha detto Zhang. Nemmeno creature bioluminescenti, come le lucciole, sarebbero state sufficientemente gigantesche per essere descritte come così luminose da non poter essere viste ad occhio nudo. E poi, è altamente improbabile che uno scienziato come Kuo scambiasse lucciole per astronavi!
Nello stesso libro, Shen Kuo descrive altre osservazioni scientifiche che, alla luce di quanto sappiamo oggi, risultano estremamente accurate. Ad esempio, è stato il primo pensatore a fornire una descrizione dettagliata del funzionamento della bussola magnetica.
Poi, formulò un’ipotesi per la formazione della terra (geomorfologia), basandosi sull’osservazione di fossili marini trovati nelle Montagne di Taihang, della deposizione di limo, dell’erosione del suolo. Col suo collega, l’astronomo Wei Pu, studiò il moto della Luna e sviluppò diversi strumenti astronomici. Inoltre, sostenne la teoria che le maree fossero collegate al moto lunare e ipotizzò che il Sole e la Luna fossero corpi sferici, invece che piatti.

lunedì 4 agosto 2014

IL SEGRETO DEI DICIOTTO SCHELETRI GIGANTI DEL WINSCONSIN


Ci sono scoperte, che per motivi non del tutto chiari, vengono archiviate nel dimenticatoio del sapere umano. Eppure, si tratta di ritrovamenti che potrebbero far luce sul passato remoto dell'umanità, ancora così avvolto nella nebbia e con non poche contraddizioni cronologiche.

mummia gigante Smithsonian
Abbiamo già parlato dei giganti in diversi precedenti articoli, ma la storia che vi raccontiamo sembra aggiungere un elemento importante alla teoria di coloro che credono che, in un tempo remoto, una razza di uomini giganti abbia abitato il pianeta Terra. E’ la storia dei diciotto scheletri giganti del Winsconsin.
Si tratta di una storia curiosa avvenuta circa un secolo fa, una vicenda che da una parte confermerebbe l’esistenza dei giganti e che, dall’altra, corroderebbe la sensazione di molti, secondo la quale esisterebbe un’archeologia proibita nella quale archiviare scoperte scomode che potrebbero svelare all’umanità la vera storia della sua evoluzione.
Nel maggio del 1912, un team di archeologi del Beloit College, in uno scavo realizzato presso il lago Delavan, nel Winsconsin, portò alla luce oltre duecento tumuli con effigie che furono considerate come esempio classico della cultura Woodland, una cultura preistorica americana che si crede risalga al primo millennio a.C.
Ma ciò che stupì i ricercatori fu il ritrovamento di diciotto scheletri dalle dimensioni enormi e con i crani allungati, scoperta che non si adattava affatto alle nozioni classiche contenute nei libri di testo. Gli scheletri erano veramente enormi e, benchè avessero fattezze umane, non potevano appartenere a esseri umani normali.
La notizia ebbe una grande eco e fece molto scalpore, tanto che il New York Times riportò la notizia tra le sue pagine. Forse, a quei tempi, c’era più libertà e meno paura rispetto alle scoperte che potevano cambiare le consolidate credenze scientifiche fondate solo su teorie. Così scrive l’articolista del New York Times nell’articolo pubblicato il 4 maggio 1912.
La scoperta di alcuni scheletri umani durante lo scavo di una collina presso il Lago Delevan indica che una razza finora sconosciuta di uomini una volta abitava il Wisconsin Meridionale. [...]. Le teste, presumibilmente di uomini di sesso maschile, sono molto più grandi di quelle degli americani di oggi.
Il cranio sembra tendere all’indietro immediatamente sopra le orbite degli occhi e le ossa nasali sporgono molto al di sopra degli zigomi. Le mascelle risultano essere lunghe e appuntite [...].
La descrizione dei crani fornita dal New York Times, ricorda molto la forma di quelli appartenenti agli scheletri scoperti recentemente in un’antica sepoltura in Messico [Sepoltura aliena di massa?], con la differenza che qui abbiamo a che fare con individui alti più di tre metri. Chi erano costoro, e perchè no vi è traccia nella cronologia ufficiale che ci hanno insegnato a scuola?
Si tratta di umani giganti vissuti sul nostro pianeta, e comunque appartenenti alla razza umana? Potrebbe trattarsi di un antico insediamento di Antichi Umani, sopravvissuti alla tragedia di Atlantide? Oppure, si tratta di esseri provenienti da latri mondi, scoperta che corroderebbe la Teoria degli Antichi Astronauti? Difficile a dirsi.

150 anni di scoperte

Per quanto incredibile, gli scheletri dei giganti del Lago Delevan non furono una novità nel panorama archeologico americano. Scavando nei trafiletti dei giornali locali, risulta che il ritrovamento del Winsconsin è solo una delle decine e decine di scoperte simili riportate dai giornali locali. La prima notizia di archivio risale addirittura al 1856, riportata in un articolo datato 21 novembre dello stesso New York Times:
Un paio di giorni fa, alcuni operai hanno scoperto nel sottosuolo della vigna dello sceriffo Wickan, a East Wheeling, Ohio, uno scheletro umano. Alquanto rovinato, è stato difficile identificarlo dalla posizione delle ossa, che sembrano non avere la lunghezza del normale corpo umano nella sua posizione originale. Ciò che ha impressionato lo sceriffo e il lavoratori sono state le dimensioni dello scheletro, pari a circa undici feet (tre metri e trenta)! La sua mascella e i denti sono grandi quasi quanto quelle di un cavallo.
12 anni dopo, nel 1868, nel giorno di Natale, è sempre il NYT a dare un’altra notizia di giganti . Alcuni operai della compagnia Sank Rapid Water Power erano impegnati negli scavi per la costruzione di una diga per la creazione di energia idroelettrica lungo il fiume Mississippi. Durante i lavori, gli operai hanno rinvenuto i resti uno scheletro umano di dimensioni gigantesche incastonati nella roccia di granito:
La tomba era lunga circa sei metri, larga un metro e venti e profonda quasi un metro. I resti del gigantesco uomo sono completamente pietrificati. La testa enorme misura una circonferenza di 78 centimetri, ma con una fronte molto bassa e molto inclinata all’indietro. La statura complessiva del misterioso individuo è pari a circa tre metri e quaranta centimetri”.

L’8 settembre del 1871, il NYT riporta la notizia di altri scheletri giganti rinvenuti durante dei lavori di scavo a Petersburg, in Virginia:
Gli operai impegnati nei lavori della ferrovia, si sono imbattuti in una sepoltura contenente gli scheletri di quelli che si pensano essere nativi americani di un’epoca remota e di una perduta e dimenticata razza umana. I corpi esaminati presentano una formazione molto strana e impressionante. [...]. Il femore è molto più lungo di quello degli individui umani normali, tanto da far ipotizzare una statura di quasi tre metri”.

Il 10 agosto 1880, il NYT ribatte un articolo riportato dall’Harrisburg Telegraph, nel quale si riporta lo stralcio di un verbale redatto il 24 maggio 1798 dal giudice Atlee a seguito di una strana scoperta:
In compagnia del procuratore capo McKean, del giudice Bryan, del sig. Burd e di altre rispettabili signori, ci siamo recati nella proprietà del sig. Neese, dove ci è stato mostrato il luogo nei pressi della sua abitazione dove diversi anni fa furono rinvenuti due scheletri umani. Gli scheletri misurano circa tre metri e trenta”.

Il 25 maggio 1882, il NYT riporta la notizia di un ritrovamento presso St. Paul, nel Minnesota:
Uno scheletro di dimensioni eroiche e dalla singolare forma è stato scoperto durante i lavori di scavo di una collina presso la Red River Valley. [....]. Lo scheletro in questione era in perfetto stato di conservazione. L’uomo è stato identificato come “gigante”. Un’investigazione dello scavo e del suo contenuto è stato avviato dalla Historical Society”.

Il 20 dicembre 1897, il NYT riporta la prima scoperta di giganti avvenuta nel Winsconsin, nei pressi di Maple Creek. Vennero scoperte tre colline funerarie, una delle quali fu aperta rivelando il suo misterioso contenuto: lo scheletro di un uomo gigantesco. La statura dell’essere era quasi di tre metri, e il suo stato di conservazione pressoché perfetto.

L’11 febbraio 1902, viene riportata la notizia di una spedizione archeologica presso un sito del New Mexico, dove furono trovati alcuni scheletri umani giganteschi:
Dopo la scoperta di resti di una razza di giganti a Guadalupe, New Mexico, gli archeologi si preparano per una spedizione nella regione [...]. Luciana Quintana, la proprietaria del ranch nel quale sono collocate le antiche ossa, scoprì due pietre con delle curiose iscrizioni. Scavando al di sotto di esse, furono scoperte le ossa di scheletri appartenenti ad individui alti non meno di tre metri e sessanta [...].
Quintana, la quale ha poi scoperto molti altri siti simili, crede che gli scheletri sepolti di una perduta razza di giganti siamo migliaia. La supposizione si basa su una tradizione cominciata con le prime invasioni spagnole, secondo la quale un’antica razza di giganti un tempo remoto abitava la regione oggi nota come New Mexico orientale. Le leggende degli indiani d’America raccontano la stessa tradizione”.
Ma il New York Times non è l’unico giornale ad occuparsi di giganti. Anche alcuni giornali di inizio secolo riportano notizie di giganti, come il Sun del 1893, New Age Magazine del 1913, Popular Scienze del 1932, il San Antonio Express del 1940.
James Vieira, un ricercatore indipendente, per quasi vent’anni, e prima dell’avvento di internet, ha raccolto migliaia di riferimenti giornalistici sui ritrovamenti dei giganti, scavando negli archivi del New York Times, dello Smithsonian Ethnology Reports, dell’American Antiquarian, e della Scientific American, scoprendo che buona parte di queste scoperte è praticamente nascosta al grande pubblico.
Tra le scoperte notevoli di Vieira, vi è una foto scovata negli archivi dello Smithsonian Ethnology Reports, scattata durante una lezione del prof. McGee (nella foto a sinistra), nel quale si vede uno scheletro gigante dalla statura di circa due metri e ottanta, poi venduto alla Smithsonian Institution per la cifra di 500$.
Lo scheletro apparterebbe alla cosiddetta cultura dei Mounds Builders(letteralmente costruttori di tumuli), un’antica popolazione del Nord America vissuta circa 5 mila anni fa, in un periodo precedente alla storia dell’Antico Egitto e di tutte le sue dinastie.
Secondo i teorici della cospirazione, la Smithsonian Institution acquisto lo scheletro con la volontà di sottrarlo alla conoscenza dell’opinione pubblica. Ma perchè? Perchè ci dovrebbe essere un gigantesco cover-up di tutte queste scoperte? E perchè in nessun museo del mondo sono mai stati esposti questu entusiasmanti, quanto enigmatici reperti?
Secondo Vieira, la motivazione sarebbe molto semplici: il bisogno di conservare valida la Teoria dell’Evoluzione di Darwin, la quale spiega molto bene il normale percorso evolutivo di tutti gli esseri viventi, umani compresi, da forme semplici a forme più complesse.
Il problema è che questi scheletri, per quanto riguarda l’essere umano, sembrerebbero, invece, mostrare un involuzione, in quanto la complessità dei giganteschi fossili ritrovati è particolarmente evidente. Come collocare questi umani giganti nella scala evolutiva dell’uomo? Ma può bastare questa motivazione a eliminare dei reperti che potrebbero gettare luce sul passato remoto dell’uomo?
Secondo i teorici degli Antichi Umani, gli abitanti della mitica Atlantide erano i famosi giganti citati anche dalla Bibbia. Alcuni sopravvissuti alla distruzione dell’antica civiltà atlantidea, avrebbero poi posto le basi per la creazione della nostra specie e della nostra civiltà. Forse è questa la storia che si vuole tenere nascosta? E perchè? Perchè l’evento catastrofico che ha distrutto Atlantide potrebbe distruggere, prima o poi, anche noi?
In ultima analisi, c’è chi ipotizza che gli scheletri giganti non appartengano alla specie umana ma siano i corpi di Antichi Astronauti che un tempo hanno abitato il nostro pianeta. In questo senso, l’insabbiamento sarebbe da ricondurre alla strategia più vasta che vuole nascondere l’esistenza degli extraterrestri all’umanità. Ad ogni modo, quello dei giganti, come quello di Atlantide, per un motivo o per un altro, rimane argomento tabù per la comunità scientifica.

IL MISTERO DELLE GROTTE DI BURROWS

Le grotte di Burrows, dal nome dell’ americano Russel Burrows di Olney, nell’Illinois, che nel 1982, le scoprì per puro caso .Queste sono un sistema di cunicoli e grotte, all’interno dei quali, erano nascosti, non soltanto corpi mummificati racchiusi in sarcofagi, ma anche migliaia di incisioni su pietra, sculture, tavole e manufatti in oro massiccio.

Naturalmente pochi scienziati hanno mostrato interesse per questi reperti, quasi subito classificati come falsi, poiché le incisioni mostrano influenze degli stili culturali più disparati, con associazioni con le culture fenicie o egizie che , in teoria non potevano avere avuto alcun contatto con il continente americano (infatti è ormai prassi comune quando viene repertato qualcosa che va contro il “paradigma”prima ignorarlo poi se proprio ciò rimane impossibile, la strada più semplice  è quella di dare del falsario allo scopritore e screditarlo, un po’ come è successo al povero  Fradin ed al sito di Glozel in Francia dove sono stati trovati reperti ed una forma di scrittura o simboli che richiamano per assoluta similitudine le scritte sui reperti di Burrows e quelli di padre Crespi.) 
Su alcuni  reperti di Burrows, grandi quanto un piatto, sono raffigurati motivi straordinari : esseri alati metà uomo, metà animale; uomini con elmi, rappresentazioni della volta celeste, medaglioni ed iscrizioni, impossibili da decifrare, sono presenti decine e decine di motivi che possono essere interpretati come rappresentazioni di “visitatori” provenienti da altri mondi.  Insieme ad animali di terra e di mare, e ad alcune creature, abbigliate in modo strane, sono raffigurati quelli che sembrerebbero oggetti volanti, alcuni posati a terra, altri sarebbero in volo. Joseph Mahan , esperto di indubbia fama in storia indiana e presidente dell’Institute for the Study of American Cultures, Studiando l’enigma delle Grotte di Burrows fino a poco prima della sua morte, avvenuta nel 1995, era giunto ad una conclusione sensazionale:.....” I resti umani trovati nelle grotte appartengono- a mio avviso- a creature del cosmo, sepolte assieme alle proprie mogli, figli , ai loro vestiti, ai loro beni e al cibo di cui avevano bisogno per il viaggio oltre la morte. Questi semidei erano i discendenti di creature immortali provenienti da altri mondi che, nella notte dei tempi, giunsero sulla terra a bordo di veicoli spaziali “infuocati” e che vi rimasero abbastanza a lungo da portare a termine delle manipolazioni genetiche. 
Hanno trasmesso alla loro progenie una parte delle loro conoscenze, da tramandare di generazione in generazione, dall’arte della navigazione all’architettura. Le hanno poi insegnato a “governare” con saggezza ed a curare le malattie. Lasciarono quindi la terra con la promessa che un giorno sarebbero ritornati”.   
Mahan sarebbe riuscito ad acquistare ben 107 reperti in pietra delle Grotte di Burrows, dopo la sua morte imballati e riposti in un magazzino. E tutto ciò a significare come la storia dell’America precolombiana sia di gran lunga più interessante ed insolita ma soprattutto diversa da quanto è raccontato dai nostri migliori storici






















                                              























                      FONTE:

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