sabato 19 luglio 2014

CRONACHE DI UN MONDO PERDUTO

di Osvaldo Felace

Reperti archeologici sconcertanti, oggetti fuori dal tempo, impronte di sandali vecchie di mezzo miliardo di anni, lampadine ed elicotteri nei geroglifici egiziani, aerei ed armi atomiche nella mitologia indiana. 

Reperti archeologici sconcertanti, oggetti fuori dal tempo, impronte di sandali vecchie di mezzo miliardo di anni, lampadine ed elicotteri nei geroglifici egiziani, aerei ed armi atomiche nella mitologia indiana. Tutto questo va ad unirsi ad un gran numero di monumenti antichi megalitici costruiti da popolazioni che non conoscevano nemmeno la scrittura, ( e in certi casi, nemmeno la ruota) ma conoscevano bene la geometria, la matematica e soprattutto, la posizione e l’evoluzione di ogni pianeta del sistema solare. Se fosse un’indagine di polizia, un buon investigatore, studiando semplicemente le prove oggettive, ci metterebbe poco a capire che c’è qualcosa che non quadra. Tutto nasce dalla superbia di scienziati e ricercatori del passato, che quando non riuscivano a trovare i tasselli mancanti per avvallare le loro ottuse teorie, se li inventavano di sana pianta. Un valido esempio è l’uomo di Pitdown, (l’unico ritrovamento che avvalla la tesi che il sapiens discenda dalle scimmie), scoperto dall’archeologo  Charles Dawson nel 1912, o meglio, costruito ad arte da lui stesso per ottenere nuovi fondi per la ricerca. Nei testi universitari si insegna ancora che l’uomo discende dalle scimmie. Non dimentichiamoci del Colonnello H. Vyse che nel 1837 creò un falso cartiglio nella  grande piramide facendola attribuire a un fantomatico faraone mai esistito di nome Cheope. Lo stesso Vyse è autore di un altro ritrovamento falso: alcune ossa e un coperchio di sarcofago su cui era inciso il nome Micerino nella piramide più piccola, facendola passare alla storia come tomba di quest’ultimo. Nonostante queste bufale siano state ampiamente smascherate (tanto che il British Museum ha cancellato sia i reperti che gli scopritori dai registri) continuano ad essere scritte nei testi di archeologia classica. Stanley Miller e il premio Nobel Harold Urey, negli anni 50, in un esperimento in laboratorio, ricrearono i mattoni della vita, avvallando la tesi del “brodo primordiale”. Si scoprì in seguito che il successo di quell’esperimento, fu causato solamente da una provetta sporca. Nei libri di biologia si scrive ancora di “brodo primordiale” e mattoni della vita. Tra l’altro il clero ha sempre operato per occultare qualunque scienza, tecnologia e filosofia che potessero in qualche modo mettere in dubbio gli scritti sacri da esso stesso redatti. Già, perché non crederete davvero che la Bibbia o Il Corano, siano stati scritti da mano divina? Certo, come no…è sufficiente pensare che per tutto il presunto medioevo (già presunto), gli unici che conoscevano la scrittura ed avevano il monopolio della stampa erano i monaci cristiani. Erano gli unici che potevano scrivere e stampare un libro. Quindi, l’investigatore di prima, ci metterebbe poco a capire l’esatta origine della Sacra Bibbia e di tutti i suoi scritti. Il Clero è anche responsabile del famoso “tempo fantasma” una teoria revisionista della cronologia storica ufficiale, formulata tra il 1980 e il 1990 dallo storico tedesco Heribert Illig. Secondo l'ipotesi del ricercatore, alcuni periodi della storia passata, in particolare quella europea durante il Medioevo (614-911 d.C.) non si sono affatto verificati, oppure sono stati volutamente datati erroneamente. Questa teoria, è stata formulata da tre studiosi in tempi diversi: Hans-Ulrich Niemitz, ingegnere ed ex direttore del Centro di Storia della Tecnologia di Berlino (1946-2010), lo storico tedesco Heribert Illig (nato nel 1947), e Anatolij Timofeevič Fomenko, matematico, fisico e professore all’Università statale di Mosca (nato nel 1954). In pratica secondo questi scienziati, il medioevo non sarebbe mai esistito, ma inserito storicamente nel 1582, mediante documenti e scritti falsi, insieme all’introduzione del calendario gregoriano da parte di Papa Gregorio XIII (che strano). In sintesi, l’intera cronologia della storia umana è basata, per lo più, su reperti archeologici falsi, personaggi ed epoche inventati di sana pianta, assunti scientifici basati su grossolani errori e truffe varie, allo scopo di ottenere fondi. Ecco perché, poi, quando si parla di civiltà perdute, tecnologicamente avanzate, esistite in epoche antidiluviane, si grida all’eresia. Contrariamente a quello che si crede, ci sono due documenti attendibili, che confermano che le piramidi erano già lì quando il presunto Cheope divenne faraone e sono esattamente LA STELE DELL’INVENTARIO, scoperta dall’archeologo Francese Auguste Mariette (nella stele rinvenuta si attesta che sia la Piramide di Cheope che la Sfinge, erano già lì quando Cheope divenne Faraone). Gli Egittologi l’hanno dichiarata un falso, ma non l’hanno eliminata, si trova al Museo del Cairo in bella mostra. L’altra prova sono LE TAVOLETTE DELLA VITTORIA, del Re Menes, primo faraone della prima vera dinastia, conosciuta con il nome di PALETTA DI NARMER, mostra su un lato Menes che indossa la corona bianca dell’Alto Egitto e sull’altro lato sempre Menes, che indossa la corona rossa del Basso Egitto, lì i simboli pittografici indicano senza ombra di dubbio una piramide vera a lati lisci, dimostrando che nel 3100 A.C.,(5.100 anni fa) 500 anni prima di Khufu, vi era già una piramide a lati lisci. Inoltre erano già state ritrovate descrizioni della sfinge, su tavolette di pietra dei faraoni Menes, Narmer e Zer, tutti precedenti a Cheope. Oltre alle Piramidi, ci sono antichi scritti indiani in cui si parla di vimana Il termine vimāna (in sancrito विमान) indica un generico e mitologico oggetto volante, descritto in numerosi testi religiosi indiani. la loro descrizione è diffusa, e viene persino descritto il loro uso nelle guerre mitologiche del Mahābhārata e del Ramayana. Secondo le descrizioni di  questi testi sacri, i vimāna sono in grado sia di volare nell'aria, nello spazio e di immergersi sott'acqua. Poi ci sono L’uccello di Saqqara( Nel 1983, il professore egiziano. Messiha  pubblicò uno studio in merito all’artefatto, affermando che doveva trattarsi per forza di un modellino di un monoplano originale., attirando così l’attenzione su "l’aliante di Saqqara" .Messiha replicò che il modellino poteva essere l’esempio in scala ridotta di qualcosa di più grande realizzato in altri materiali e perfettamente funzionante, un qualcosa di conosciuto agli Egizi e i cui resti forse si trovano ancora sepolti da qualche parte a Saqqara), poi abbiamo l’uccello di Bogotà  (Peter Belting ha messo a punto copie, idonee a volare; vi ha inserito dei piccoli motori e gli oggetti si sono effettivamente levati in volo.).Scoperte scientifiche vere, relegate nel campo delle bufale e bufale conclamate che vengono insegnate all’università. La lista di oggetti fuori tempo è lunga (fuori tempo se continuiamo a credere alle panzane che ci propinano) ma c’è una prova geologica di una catastrofe globale che dimostra che, a un certo punto, la storia è ricominciata da capo. Circa 11.000 anni fa, un bolide dal diametro di 10km colpì il pianeta a Nord dell’oceano Atlantico, spostando l’asse terrestre di 2000km. I detriti sollevati oscurarono il sole per mesi. L’onda anomala causata dall’impatto rase al suolo mezzo pianeta. I terremoti causati dal violento colpo devastarono ogni territorio e probabilmente ci vollero mesi prima che la rotazione terrestre si assestasse. È se ci fosse stata una civiltà evoluta, a quell’epoca? Cosa sarebbe rimasto? Probabilmente le piramidi.




Stele dell'inventario





Paletta di Namer


Ricostruzione di un vimana


Peter Belting fa volare l'uccello di Bogotà








venerdì 18 luglio 2014

Gli esseri umani? Non sono originari della Terra. Parola di ecologista

Un ambientalista americano sostiene che gli esseri umani non sono originari del pianeta Terra, ma furono inseriti sul pianeta dagli extraterrestri decine di migliaia di anni fa. Il dottor Ellis Silver ha annotato una serie di caratteristiche fisiologiche per presentare la sua tesi, in un suo nuovo libro, del perché gli esseri umani non si sono evoluti assieme ad altre forme di vita sulla Terra.



Si va dagli esseri umani che soffrono di problemi alla schiena – e ciò suggerisce che ci siamo evoluti in un mondo con meno gravità – fino all’avere, molto facilmente, scottature dovute al sole e difficoltà nel partorire. Il dottor Ellis ha indicato che mentre il pianeta soddisfa, nella maggior parte, le necessità degli esseri umani, talvolta non serve agli interessi della specie, così come lo immaginarono gli extraterrestri che ci hanno portato. Nel suo libro, HUMANS ARE NOT FROM EARTH: A SCIENTIFIC EVALUATION OF THE EVIDENCE (Gli umani non sono della Terra: Una valutazione scientifica delle prove), l’ecologista scrive che la razza umana possiede dei difetti che segnala essere “non di questo mondo“
L’umanità è, presumibilmente, la specie più altamente sviluppata sul pianeta, eppure è sorprendentemente inadeguata e mal equipaggiata per l’ambiente medio della Terra, “affetti dalla luce solare, una forte avversione per alimenti di origine naturale, ridicoli alti tassi di malattie croniche, e molto di più“. Il dottor Ellis afferma che gli esseri umani possono soffrire di problemi alla schiena, perché si sono evoluti in un mondo con una minore gravità. Ha anche detto che è strano che le teste dei bambini siano così grandi, e ciò rende difficile per le donne dargli alla luce, col rischio di provocare la morte della madre e del bambino.
Nessun’altra specie autoctona di questo pianeta ha questo problema, ha aggiunto. Egli, inoltre, ritiene che gli esseri umani non sono progettati per essere esposti al Sole come lo sono sulla Terra , e che non possono prendere il Sole per più di una settimana o due – a differenza di una lucertola – e non possono stare esposti al Sole tutti i giorni senza problemi. Inoltre, Il dottor Ellis sostiene che gli esseri umani sono sempre ammalati e questo potrebbe essere perché i nostri orologi biologici si sono evoluti per aspettarsi un giorno di 25 ore, come comprovato da ricercatori del sonno.
“Questa non è una condizione moderna, gli stessi fattori possono essere monitorati dalla storia del genere umano sulla Terra“, ha detto. Egli suggerisce che i Neanderthal e l’Homo Erectus si incrociarono con un’altra specie, forse proveniente da Alpha Centauri, che è il Sistema Stellare più vicino al nostro Sistema Solare, a circa 4,37 anni luce di distanza dal Sole. Il dottor Ellis ha aggiunto che molte persone sentono di non appartenersi e si sentono come a casa sulla Terra.“Questo suggerisce (almeno per me) che l’Umanità possa essersi evoluta su un altro pianeta, e potrebbe essere stata portata qui come una specie altamente sviluppata“.
“Una delle ragioni per questo (…) è che la Terra potrebbe essere un pianeta prigione, dal momento che sembra di essere una specie naturalmente violenta e che staremo qui fino a quando impareremo a comportarci correttamente“, ha detto. “La mia tesi propone che l’Umanità non si è evoluta da quel particolare ceppo di vita, ma si è evoluta altrove e trasportata sulla Terra (completamente evoluta come Homo Sapiens) tra i 60.000 e i 200.000 anni fa“, ha spiegato. Mentre altri scienziati hanno dichiarato che alcuni batteri sono arrivati sulla Terra dallo Spazio, Chris McKay, un astrobiologo della NASA, ha affermato che se si balzasse alla conclusione che sia vita extraterrestre sarà come fare “un grande salto”.
Il professore Wainwright, dell’Università di Sheffield ha in programma di approfondire la questione, e crede che la vita non abbia avuto origini sulla Terra e che arrivi costantemente dallo Spazio.




giovedì 17 luglio 2014

SCOPERTE TRACCE DI UNA CIVILTÀ PERDUTA SORTA PRIMA DELLA COMPARSA DELLA FORESTA AMAZZONICA




Un gruppo di archeologi ha compiuto una straordinaria scoperta nel cuore dell'Amazzonia: i perimetri di centinaia di monumenti geometrici lasciati da una civiltà sconosciuta sorta prima che sorgesse l'attuale foresta foresta pluviale.


Secondo quanto riporta Discovery News, le tracce risalgono a migliaia di anni fa, prima ancora che la foresta pluviale amazzonica assumesse l’attuale forma.
Quale cultura abbia creato queste strutture e quel fosse il loro scopo rimangono un mistero, ma la loro scoperta apre un nuovo capitolo sulle culture preistoriche del Rio delle Amazzoni, prima dell’arrivo degli europei.
Inoltre, la scoperta getta nuova luce sulla storia evolutiva della foresta amazzonica: la questione è quella di capire se e quanto le popolazioni preistoriche hanno alterato il paesaggio in Amazzonia e in che modo hanno influenzato la sua evolozione.
Le prime tracce di fondamenta furono scoperte già nel 1999, dopo che grandi aree di foresta incontaminata sono state cancellate per far posto al pascolo per il bestiame. Da allora, sono state trovate tracce di centinaia di strutture in una regione che copre più di 240 km di diametro, dal nord della Bolivia, fino allo stato brasiliano di Amazonas.
Come riporta Ancient Origins, i fossati sono state scolpiti nei terreni ricchi di argilla della foresta amazzonica e in genere sono ampi 9 metri di larghezza per 3 metri di lunghezza. Il fossato più grande è rappresentato da un incredibile anello con un diametro di 300 metri.
I “geoglifi” possono essere individuati nelle zone prive di alberi utilizzando Google Earth. La maggior parte delle tracce sono raggruppate su un altopiano di circa 200 metri di altezza, il che fa supporre agli scienziati che la posizione fornisse un qualche vantaggio difensivo agli abitanti.Tuttavia, alcuni hanno anche ipotizzato che i monumento potessero avere una funzione cerimoniale, a causa della configurazione altamente simbolica dei tumuli. “Sia che fossero siti cerimoniali o siti difensivi, è evidente che la zona era densamente popolata da gente relativamente sedentaria, prima del contatto con gli europei”, spiega Denise Schaan dell’Università Federale del Parà, Brasile, e coautrice dello studio.
La dottoressa Schanna stima che la costruzione di strutture simili avrebbe richiesto l’impiego di almeno 300 persone. Ciò indica una popolazione regionale di almeno 60 mila persone. Dunque, il Rio delle Amazzoni pullulava di società complesse in un tempo abbastanza remoto.
Gli scavi di alcuni siti hanno rivelato l’esistenza di abitazioni permanenti, grazie al ritrovamento di ceramiche domestiche, carbone e molatura di frammenti di pietra. I risultati gettano seri dubbi sugli studi precedenti, secondo i quali la zona era interessata solo da piccoli villaggi temporanei.All’epoca della prima scoperta dei geoglifi, si riteneva che essi risalisse al 200 d.C. Tuttavia, il recente studio ha rivelato che in realtà le tracce sono molto più antiche. Grazie all’analisi di alcuni campioni prelevati da due laghi nei pressi dei terrapieni, John Francis Carson, autore dello studio e post-dottorato presso l’Università di Reading nel Regno Unito, ha potuto stabilire un’età di circa 6 mila anni.
I sedimenti, infatti, contengono grani di antichi pollini e tracce di carbone di antichi incendi avvenuti molto tempo fa, rivelando informazioni sul clima e l’ecosistema che esisteva quando il sedimento si è formato.
I risultati suggeriscono che i sedimenti più antichi non provengono da un ecosistema tipico della foresta pluviale. Questo mostra che il paesaggio amazzonico dell’epoca era molto più simile alla savana africana più che alla lussureggiante foresta odierna.
“Il polline di quel periodo di tempo proviene soprattutto da erbe e poche specie resistenti alla siccità”, continua Carson. “Dopo circa 2 mila anni, sempre più polline da albero compare nei campioni, con una diminuzione delle specie resistenti alla siccità e un aumento dei sempreverdi. Questi cambiamenti sono stati in gran parte favoriti dall’aumento delle precipitazioni”.
Carson e colleghi hanno anche voluto approfondire la questione se i primi Amazzoni hanno avuto un qualche impatto sull’evoluzione della foresta. “Le tracce lasciate sul terreno sono anteriori al cambiamento della flora amazzonica. Gli Amazzoni hanno creato le strutture prima che la foresta sorgesse intorno a loro”, spiega il ricercatore. “Le popolazioni hanno continuato a vivere nella zona mentre l’area boschiva si ampliava. Probabilmente, hanno mantenuto regioni disboscate intorno alle loro strutture”.
Secondo i ricercatori, questa conclusione ha una sua logica intrinseca: è più facile tagliare un alberello appena spuntato che un grande albero amazzonico con un’ascia di pietra. “È molto probabile che le persone possano aver avuto qualche effetto sulla composizione della foresta”, continua Carson. “La gente potrebbe aver favorito la crescita di specie commestibili, alterando i terreni, la chimica del suolo e la sua composizione”.
Dunque, “le persone hanno influenzato il sistema climatico globale attraverso l’uso del territorio non solo negli ultimi 200-300 anni, ma per migliaia di anni”, conclude Carson.
La ricerca sembra aprire un nuovo capitolo nella comprensione della storia evolutiva della Foresta Amazzonica e sulle popolazioni preistoriche che l’hanno abitata, la cui identità rimane un autentico mistero. Ma come ammettono Carson e colleghi, “questo tipo di studio in Amazzonia è appena cominciato”.





martedì 15 luglio 2014

UN ANTICO PORTO METTE IN CRISI LA TEORIA CLASSICA...

Le bufale storiche in campo scientifico sono molte e dure a morire, poiché le insegnano a scuola.

di Osvaldo Felace


Sono molte le truffe scientifiche architettate da esimi scienziati per avvallare le loro teorie allo scopo di ricevere premi, fondi per la ricerca e notorietà. E purtroppo nonostante siano state smascherate, continuano a scriverle nei libri di testo e insegnarle all'università.
Nel 1912 Charles Dawson "ritrovo'" il cranio di un ominide che sgomberava qualsiasi dubbio sul fatto che l'uomo discende dalle scimmie.
Per oltre 40 anni è stato esposto con fierezza al British Museum ..sino a quando nel 1953 fu definitivamente appurato che era un clamoroso "collage" fatto dallo scopritore per avvallare una teoria da molti ritenuta vera.
Quasi 60 anni fa un tecnico di laboratorio Miller, cercò di riprodurre in laboratorio le condizioni ipotizzate dalla terra dei primordi, al fine di capire come sia arrivata la vita sulla terra.
In un'ampolla con dentro un mix di vari elementi naturali e gas e scariche elettriche, riuscì a far formare alcuni aminoacidi, mattoni della vita.
Questo esperimento suscitò enorme scalpore per decine di anni e viene ancora oggi descritto in tutti i libri di testo scolastici.
Peccato che solo dopo qualche anno si capì come si formarono gli aminoacidi nella provetta di Miller...erano il frutto di una poca accurata pulizia prima di inserire il famoso mix del brodo primordiale. Potrei continuare, la lista è lunga e gli archeologi non sono esenti da questa pratica truffaldina. Riguardo alla Grande Piramide, non è la prima volta che ci provano e non è la prima volta che vengono smascherati poiché, a volte (ma solo a volte) la verità è sepolta sotto la sabbia. Ecco una nuova scoperta che fa traballare ancora una volta, la già traballante bufala delle centinaia di migliaia di schiavi, che hanno eretto le piramidi a mani nude.


Una campagna di scavi ha permesso di riportare alla luce un'antica area portuale situata nei pressi delle famose piramidi di Giza. Il sito conserva le rovine di strutture per i marinai e caserme per le truppe militari, precedentemente ritenute essere il ricovero dei costruttori delle piramidi. Secondo i ricercatori, il porto era in uso mentre le piramidi venivano erette circa 4500 anni, secondo la cronologia convenzionale. Ma allora dove dimoravano gli operai delle piramidi?Un antico bacino portuale è stato portato alla luce grazie ad una campagna di scavi eseguita vicino alle Piramidi di Giza. Secondo le stime degli archeologi, la cittadella portuale risale principalmente al regno del faraone Micerino, a cui è attribuita la costruzione dell’ultima piramide di Giza. Il sito si trova vicino ad alcune strutture a galleria che gli archeologi ritenevano essere il ricovero per i costruttori delle piramidi e che invece sembrano essere ricoveri per le truppe navali. Come ha dichiarato l’archeologo Mark Lehner, direttore dell’Ancient Egypt Research Associates, diverse scoperte recenti suggeriscono che Giza un tempo fosse un porto fiorente. La scoperta più interessante è stata quella di un bacino vicino alla città di Khentkawes ad appena 1 km dal vicino Nilo.

Fonte per l'articolo completo:

lunedì 14 luglio 2014

E ARRIVA IL SECONDO ROMANZO, "PSYCOKINESIS"

PSYCOKINESIS
di Osvaldo Felace


copertina morbida, 147 pagine
prezzo: 10 euro

Una serial killer, dotata di incredibili poteri psicocinetici, arriva nella contea di Sant Luis e comincia a fare strage di una banda di balordi, i “serpenti neri”. Follia omicida o vendetta? E chi sono gli uomini vestiti di nero che la inseguono? In una sola notte i destini di alcune persone si compiranno o saranno deviati per sempre. Tratto dalla graphic novel “Esterno notte” dello stesso autore, “Psycokinesis” è un fantasy moderno, carico di suspense e di umorismo nero, grottesco quanto basta alla migliore tradizione horror, dove torbidi personaggi, si troveranno a fare i conti con il loro oscuro passato e con le conseguenze delle proprie azioni.


POTETE ACQUISTARLO QUI

sabato 12 luglio 2014

STRUTTURA ALIENA SULL'ASTEROIDE 1999RQ36.?

di Osvaldo Felace

Affascinante bufala o inquietante realtà?

E' vero che negli ultimi anni i parrucconi dell'archeologia classica si sono dovuti arrendere ad una certa evidenza. Le piramidi esistono in tutto il mondo: Egitto, Messico, Bosnia, Cina, persino in fondo al triangolo delle bermuda e sui fondali delle coste Giapponesi, senza parlare di quelle avvistate su Marte che ancora vengono classificate come formazioni rocciose, nonostante la posizione e l'orientamento di queste presunte montagne sia la stessa di quelle di Giza (Cioè orientate in modo da fornire un immagine speculare della costellazione di Orione).
Tuttavia, edificarne una addirittura su un asteroide mi sembra azzardato anche per una civiltà aliena molto avanzata. L'oggetto, se è vero, è sicuramente una struttura artificiale ( il cui scopo è per ora ignoto) e non necessariamente aliena. Ricordiamoci che la NASA e i militari americani, la sanno molto più lunga di quanto siamo disposti a credere. Ci sono filmati, ritenuti autentici, che presto pubblicherò, che mostrano strutture artificiali sulla luna, ovviamente classificate dalla NASA come difetti della pellicola o formazioni naturali. Noi staremo a vedere, la verità verrà a galla prima o poi, anche se imparare a nuotare in un mare di frottole mischiate magistralmente con indiscutibili verità, (depistaggio) diventa sempre più difficile.















La grande piramide Cinese





Presunte piramidi su Marte
Piramide del sole in Bosnia

venerdì 11 luglio 2014

CROP CIRCLE, LUGLIO 2014...





Di Osvaldo Felace
VEDERE IGNORATO QUELLO CHE RITENGO IL MISTERO PIù AFFASCINANTE DEL SECOLO HA DAVVERO DELL'INCREDIBILE.

E' stato sufficiente che due vecchi coglioni si mettessero a calpestare ignobilmente il grano con un bastone di legno, e tutti gli studi e le scoperte fatti sull'argomento (modifica genetica del grano, elettromagnetismo al centro del cirle, insetti cristallizzati ecc.) sono andati a farsi benedire. Ora vengono considerati alla stessa stregua dei graffiti sui muri, ovvero come un tipo di arte contemporanea. C'è chi ritiene siano fatti dagli alieni, allo scopo di comunicare, chi invece (sostenitore della teoria di Gaia) pensa che sia lo stesso pianeta a generarli per comunicare. Altri pensano che siano esperimenti militari, poichè sono molte le testimonianze di avvistamenti di elicotteri neri senza contrassegni che volano sui circle. E' proprio quest'ultimo particolare che infittisce ancor di più il mistero. Infatti, non si sono mai visti militari, monitorare con elicotteri i graffiti sui muri di New York, almeno che io sappia.


LE GRANDI PIRAMIDI, CENTRALI ELETTRICHE?


Di Osvaldo Felace, Mercoledì 25 gennaio 2012 alle ore 22.08
Come avevo già ipotizzato, la grande piramide e le altre piramidi della piana di giza, non erano affatto tombe. Ma a mio avviso, erano molto probabilmente delle immense centrali di energia ad altissimo voltaggio. Lo si può intuire già dalla forma, che è infatti piramidale. Le guglie o le punte attraggono energia, poi non dimentichiamo che i "piramidion", cioè le punte originariamente poste in cima alle piramidi, erano rivestiti di oro e si sa che questo metallo è il miglior conduttore di elettricità al mondo. Per quanto riguarda la struttura interna delle piramidi, quello che oggi sappiamo è che sono costituite da: una grossa galleria con due
camere più una sotterranea per quanto riguarda la Piramide di Cheope, mentre tutte le altre ne hanno solo una, più quella sotterranea. Ognuna di queste cosiddette camere è priva di ogni iscrizione e dei tipici dipinti tombali come li osserviamo nel resto dell'Egitto. La Piramide di Cheope è la più interessante: al suo interno la Camera del Re è larga solo poco più di 5 metri e lunga 10 e mezzo, dalla quale vi si accede attraverso un condotto alto poco più di un metro. Mentre quello che si dice sia il sarcofago di Cheope è alto 1,05 m e largo 98 cm. A stenti sarebbe potuto passare, soprattutto nella parte iniziale della galleria di ingresso larga appena 97 cm; Cheope non sarebbe neppure entrato, figuriamoci accompagnato poi dai suoi sacerdoti che avrebbero dovuto strisciare inginocchiati! Quindi per quale motivo gli Egizi avrebbero edificato dei condotti così ridotti per il passaggio di un corteo funebre e una camera mortuaria di un re senza lasciare nessuna iscrizione o pittura sulle pareti? La mia risposta l'ho già accennata, ed è che non si tratta affatto di tombe ma di un complesso di potentissime centrali di energia. Ancora non si ha la certezza di che tipo di energia si trattasse, forse atomica, forse elettrica, magnetica, o forse altro, ma una cosa è certa, che in questa terra, ancora prima dei faraoni, si faceva uso di questa energia, tramandata poi al popolo egizio arrivato successivamente. Infatti se si visita uno di questi siti, la cosa che colpisce è che non c'è traccia di fuliggine o di torce con i rispettivi appoggi; né nelle piramidi, né nelle tombe le pitture risultano annerite dal fuoco.

Eccezionale scoperta: i teschi allungati di Paracas, non appertengono alla specie umana.



L'archeologo peruviano, Julio Tello, fece, nel lontano 1928, una scoperta sorprendente: un cimitero enorme contenente tombe piene di resti di individui con i più grandi crani allungati presenti in tutto il mondo, i così detti: 'Teschi di PARACAS'.
In totale, Tello trovò oltre 300 di questi crani allungati, che si ritiene risalgano a circa 3.000 anni fa. Sono state condotte le analisi del DNA su uno dei teschi e l'esperto Brien Foerster, ha rilasciato le prime informazioni riguardanti questi teschi enigmatici.
E' ben noto che la maggior parte dei crani allungati sono il risultato di una deformazione cranica, in cui il cranio è intenzionalmente deformato applicando forza, per un lungo periodo di tempo, sulla testa. Di solito è realizzata legando la testa fra due pezzi di legno o rilegando la testa con della tela. Tuttavia, mentre la deformazione cranica cambia la forma del cranio, non altera il suo volume, peso o altre caratteristiche che sono peculiari di un teschio umano normale. I teschi Paracas, però, sono diversi.
Il volume cranico è fino al 25% più grande e il 60% più pesante dei teschi umani tradizionali, nel senso che non avrebbero potuto essere intenzionalmente deformati.Inoltre contengono anche una sola piastra parietale, anziché due. Il fatto che le caratteristiche dei teschi non sono il risultato di una deformazione cranica, significa che la causa dell'allungamento è un mistero e lo è stato per decenni.
Il signor Juan Navarro, proprietario e direttore del Museo di Storia Paracas, che ospita una collezione di 35 dei teschi di Paracas, ha consentito il prelievo di campioni da 5 dei crani.
I campioni erano costituiti da capelli, tra cui radici, un dente, un osso del cranio e la pelle e questo processo è stato accuratamente documentato con foto e video. I campioni sono stati inviati più tardi a Lloyd Pye, fondatore del Progetto Starchild, che ha consegnato i campioni ad un genetista in Texas per il test del DNA.I risultati sono tornati indietro e, Brien Foerster, autore di più di dieci libri è un'autorità sulle antiche teste allungate del popolo del Sud America, ha appena rivelato i risultati preliminari delle analisi.
Egli riferisce sui risultati del genetista: "Nel mtDNA (DNA mitocondriale) sono presenti mutazioni sconosciute in qualsiasi essere umano, primate o animale conosciuto finora."
"Alcuni frammenti di questo campione, indicano che abbiamo a che fare con una nuova creatura di tipo umana, molto distante dall'Homo sapiens, dal Neanderthal e dal Denisovans."
"Le implicazioni sono enormi e non sono sicuro che si adatteranno al noto albero evolutivo del genere Umano", ha scritto.
Inoltre ha aggiunto che: "Se gli individui di Paracas erano così biologicamente diversi, non avrebbero potuto incrociarsi con gli esseri umani.



"

giovedì 10 luglio 2014

Megaliti in Indonesia Identità di clan, i poteri degli uomini, e il culto degli antenati

di 

Le mie foto

Ho iniziato il mio lavoro sulle pratiche di sepoltura le società protostoriche nel Levante meridionale in 1992.The tesi che ho capito concernenti l'unità solida architettura funeraria e pietre a secco 4e/3e millenni aC nel Levante e in Arabia. Da aprile 2010 vivo in Indonesia. Qui, come in Europa o in Medio Oriente con la pietra come un idolo, grave o semplicemente Memorial, serve ad affermare la propria identità, potere e / o di onorare gli spiriti degli antenati. Questi monumenti si sviluppano in grandi regni indù parallele in Java e Sumatra del 7 ° secolo dC fino al 14 ° secolo, allora queste credenze diffuse in tutte le isole con gli arabi, mercanti cinesi, portoghesi e olandesi dal 16 ° secolo dC. Sono ancora in vigore nell'isola di Nias, Tanah Torraja Sulawesi, e sull'isola di Sumba ad ovest. E 'ancora possibile osservare in questi tre settori, l'attuazione di questi monumenti, con la possibilità di studiare le tecniche di costruzione e seguire le cerimonie che le loro costruzioni.

Fonte
http://baytalhikmahinstitute.com/blog/megaliths-indonesia-identities-clans-powers-men-ancestor-worship/

Nibiru, Anunnaki, Sumeri, vi dicono niente? Finalmente il romanzo di fantascienza che tutti aspettavano. "Caino"

Prezzo: €14,50
Spedizione in 3-5 giorni feriali.
Per tutti gli appassionati della teoria degli antichi astronauti, ecco un romanzo che fonde fantascienza,misteri archeologici e new age. Ambientato nel 2118 su un enorme città orbitante chiamata Nuova Boston,dove ogni individuo è controllato da un chip cerebrale che gli impedisce qualsiasi atto criminale. "Caino" è la storia di un adolescente che scopre di essere l'unico uomo rimasto, capace di uccidere un suo simile. Assoldato da una setta millenaria per uccidere il Cancelliere, allo scopo di sovvertire l'ordine costituito, il giovane si ribella e ingaggia una lotta senza quartiere con entrambe le fazioni. Così tra fughe rocambolesche, sparatorie e avventure scoprirà che il mondo che conosce è una realtà fittizia e che la vera storia dell'umanità è ben diversa da quella scritta nei libri di storia. Grazie all'accurata caratterizzazione dei personaggi e a un linguaggio semplice e immediato, l'autore regala una lettura piacevole e scorrevole, in uno stile quasi cinematografico

FLASH DRAGON  UNFUTURO TUTTO A COLORI CLICCA QUI PER L'ARTICOLO COMPLETO